Articoli filtrati per data: Maggio 2019

Nieuport Ni.16 - Kit SMER - Scala 1/48

Nieuport Ni.16 del 19° KAO del 1° BAG dell’Aviazione dell’impero Russo durante l’astate del 1917

 
Il Type 16, così come il suo predecessore Type 11, era un velivolo di costruzione mista, con struttura parte in legno e parte metallica, che riproponeva l'impostazione più utilizzata in quel periodo, monomotore monoposto a velatura biplana e carrello fisso.
 
 
La fusoliera, di sezione quadrata, era realizzata anteriormente con una struttura in tubi saldati su cui era fissato anche il motore, e posteriormente da una struttura in legno ricoperta da tela trattata che integrava l'unico abitacolo aperto destinato al pilota. Elemento distintivo, non presente sul Type 11, era la pinna dorsale che raccordava il poggiatesta alla parte posteriore della fusoliera che terminava in un impennaggio classico monoderiva.
 
  
 
  
 
  
  
 
  
 
La configurazione alare era biplano-sesquiplana, ovvero con l'ala superiore, montata alta a parasole, di apertura leggermente maggiore dell'inferiore, dalla corda sensibilmente minore e montata bassa sulla fusoliera, entrambe caratterizzate da una piccola freccia alare e dalla struttura in legno ricoperta di tela trattata, collegate tra loro da una coppia di montanti a "V", uno per lato, ed integrati da cavetti in acciaio.
Il carrello d'atterraggio era fisso ed ammortizzato, molto semplice, montato su una struttura tubolare al di sotto della fusoliera, dotato di ruote di grande diametro collegate da un asse rigido ed integrato posteriormente con un pattino d'appoggio.
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
La propulsione era affidata ad un motore Le Rhône 9J, un rotativo 9 cilindri raffreddato ad aria in grado di erogare una potenza pari a 110 CV (81 kW), montato all'estremità anteriore della fusoliera e ricoperto da una cappottatura in alluminio aperta verso il basso, abbinato ad un'elica bipala in legno a passo fisso.
L'armamento consisteva in una sola mitragliatrice che mutò sia nella collocazione che nel tipo durante il periodo di produzione. La Lewis calibro 0.303 in (7,7 mm) inizialmente montata sopra la parte centrale dell'ala superiore venne sostituita, una volta introdotta l'apparecchiatura di sincronizzazione, dalla pari calibro Vickers montata fissa in caccia davanti al pilota.
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
 
Roberto Cimarosti "Cima"
 

Macchi MC.200 Saetta - Kit RCR - Scala 1/72

Aereo personale del comandante della 369^ Squadriglia del 22° Gruppo Auronomo CT , capitano Giovanni Cervellin in Russia nell’inverno del 1941-42.

In data 30 luglio, basato a Tirana in Albania, il 22° Gruppo Autonomo Cacia, fu destinato al teatro operativo russo, entrando a far parte del C.S.I.R. (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) divenendo Gruppo Autonomo. 

Il Gruppo era al comando del Magg. Pil. Giovanni Borzoni composto dalla 359a Squadriglia CT (Cap. Pil. Vittorio Minguzzi), 362a Squadriglia CT (Cap. Pil. Germano La Ferla), 369a Squadriglia CT (Cap. Pil. Gorgio Iannicelli) e dalla 371a Squadriglia CT (Cap. Pil. Enrico Meille), con un totale di 51 MC.200 Saetta.

  

  

  

  

Quindi, supportato da due Savoia Marchetti SM.81 Pipistrello e tre Caproni Ca.133, il reparto il 9 agosto 19141, prese il volo per la Russia. Compiva uno scalo tecnico per rifornimento velivoli a Belgrado, proseguendo per Beneasa vicino a Bucarest. Qui il reparto ricevette le insegne per il fronte russo, consistenti la fascia in fusoliera, la cofanatura marrone ed estremità alari in colore giallo. In oltre furono aggiunte sulla parte superiore, inferiore e centrale delle semiali, un triangolo bianco (con vertice verso l’indietro).

  

  

  

  

  

Ripartiva da Budapest il 22 agosto 1941, giungendo in Ucraina sulla base di Tudora, presso Odessa (tra l’Ucraina e la Moldavia rumena), il 26 agosto del 1941, con la 359^, 362^, 369^ e 371^ Sqd., dotate complessivamente di 51 aerei (gli aerei della 359^ Sqd. erano MC.200AS Sr.VII,) Il Gruppo passava di base a Krivoj Rog, sempre in Ucraina.

La prima azione di guerra in questo teatro operativo avvenne il giorno successivo, il 27 agosto, quando 9 Macchi decollarono per un volo di pattuglia nella zona di Dnjepropetrowsk-Nomovoskov. Al loro rientro i piloti italiani dichiararono di essersi scontrati con una nutrita formazione di bombardieri russi, scortati da caccia, abbattendo sei cupole SB-2 e due caccia Polikarpov I-16 (altri quattro probabili). 

Il 7 maggio, il reparto lasciava la Russia dopo dieci mesi di combattimenti, cedendo i suoi aerei ultimi 12 MC.200 Saetta al Gruppo subentrante, il 21°.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Cimarosti Roberto "Cima"

Mikoyan Gurevich MiG-15 "Fagot" - Kit Airfix - Scala 1/72

Voenno-vozdušnye sily - Russia anni '50

Il MiG-15 rappresentò una tappa fondamentale nell'evoluzione dei velivoli da caccia sovietici, facendo segnare un sensibile passo in avanti rispetto al resto della produzione dell'epoca. Con questo aereo la V-VS fu dotata di una macchina di livello qualitativo paragonabile a quello statunitense, capace di prestazioni migliori rispetto alla maggior parte dei caccia utilizzati dalle forze aeree delle nazioni appartenenti al blocco occidentale fatta eccezione per il North American F-86 Sabre, unico rivale a possedere prestazioni paragonabili.

  

  

Il MiG-15 fu il frutto del progressivo ma rapido sviluppo dell'industria aeronautica sovietica nel dopoguerra, capace di avvalersi degli studi e delle ricerche realizzate dagli scienziati tedeschi e di sfruttare le buone relazioni diplomatiche ancora esistenti con il governo britannico al fine di colmare il ritardo tecnologico accumulato durante gli anni di guerra contro la Germania, quando le industrie aeronautiche avevano dovuto lavorare secondo altre priorità, prevalentemente legate ad esigenze di produzione in massa.

Ne risultò un aviogetto caratterizzato dalla semplicità costruttiva e dalla razionalità nella manutenzione, costruito in oltre 13 000 esemplari dalle industrie nazionali, ai quali vanno aggiunti quelli realizzati in Cecoslovacchia, Cina e Polonia, che furono impiegati nei reparti di tutte le forze aeree dei paesi aderenti al Patto di Varsavia e di alcune altre nazioni nell'orbita sovietica.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Zampieri Luca "Zampy"

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