Republic F-105G Thunderchief – Trumpeter - 1/72

  13 Gennaio 2012

Republic F-105G Thunderchief - kit Trumpeter - scala 1/72

Vietnam

 

STORIA:

Wild Weasel II
Come successore del Super Sabre F, l'USAF decise di selezionare l'F105 nella versione da addestramento biposto, modificandola con un ricevitore d'allarme radar (rwr) e ridesignandolo EF-105F Thunderchief, designazione che però fu cambiata nel giugno 1967 in F-105F. La principale differenza dalle altre versioni dell'F105 era la possibilità di trasportare missili antiradar Standard e Shrike, oltre, ovviamente, al secondo uomo di equipaggio, che aveva la funzione quasi esclusiva di utilizzare le contromisure elettroniche trasportate, oltre ad aiutare il pilota a scorgere i missili in arrivo. Questi missili avevano la capacità (seppur molto limitata agli inizi) di seguire le emissioni elettromagnetiche di un radar di terra e colpirlo, rendendolo così inutilizzabile. I problemi erano principalmente la limitata capacità di riconoscimento dei missili, che avevano una decina di "teste", ciascuna con un "seeker" differente, a seconda del tipo di radar (e quindi delle sue specifiche emissioni elettromagnetiche) da attaccare. Un "seeker" per un determinato tipo di radar, non solo non andava bene per altri radar, ma nemmeno riusciva ad identificarli, né tanto meno a colpirli, divenendo così inutile. La pianificazione e le operazioni di intelligence prima delle missioni divenivano così fondamentali. I primi "Wild weasel" avevano principalmente tre tattiche per neutralizzare i radar guidamissili: - Colpire fisicamente le postazioni radar con i loro missili antiradar o con bombe (spesso erano aiutati da altri aerei non specificatamente progettati), distruggendole o danneggiandole abbastanza da renderle inutilizzabili almeno nel breve periodo. - Tenere puntati su di sé i radar guidamissili, per impedire loro di attaccare gli aerei della formazione che gli Wild Weasel proteggevano (ovviamente con grande rischio per la loro incolumità). - Costringere le postazioni radar a spegnere il radar, per evitare di venir localizzate e colpite, dal momento che i primi missili antiradar non avevano la capacità di trovare il bersaglio se questi avesse smesso di emettere impulsi radar in un qualsiasi momento del loro volo. L'armamento classico di questi primi Wild Weasel era costituito da un serbatoio supplementare nella stiva bombe, un altro serbatoio appeso al pilone ventrale ed un terzo appeso al pilone subalare interno di destra, un missile antiradar Standard appeso al pilone subalare interno di sinistra, un missile antiradar Shrike al pilone esterno di destra ed infine un pod per contromisure elettroniche appeso al pilone subalare esterno di sinistra, ottenendo così una disposizione asimmetrica dei carichi esterni, oltre al cannoncino interno comune a tutte le versioni dell'F105.

Wild Weasel III
Visti gli ottimi risultati riscossi con l'F-105, l'USAF decise di adottare una nuova versione dello stesso aereo, denominata "G". Dei vecchi F-105 versione "F", ne vennero aggiornati solo 61 ai nuovi standard operativi. Questa Versione introduceva finalmente un set di contromisure interne sui fianchi di fusoliera, in maniera tale da liberare un ulteriore pilone per i missili, che salivano quindi normalmente a 2 Shrike e 1 Standard.

IL KIT:


Era la prima volta che mi cimentavo con un kit Trumpeter…che dire, forse ai “Livelli più alti” avranno trovato difetti, non corrispondenze ecc…per quanto riguarda la mia molto modesta esperienza di modellista, l’ho trovato meraviglioso: stampate ottime, finemente incise e rivettate, possibilità di farlo con la “biancheria stesa” (flaps, aerofreni, vano cannone, sonda rifornimento..) e buone decals, di extra ho aggiunto solo il set carrelli della Pavla.


Ho avuto solo qualche piccolo problema col posizionare i flaps ma con una piccola carteggiata ho messo tutto in regola; qualche piccola fessura qua e là specie nel raccordo radome-fusoliera è stata corretta con lo stucco. L’esemplare da me riprodotto è il (62-440) del 17th WWS, 388th TFW, basato a Korat, durante il conflitto vietnamita, con la sua bella Shark mouth in evidenza.


Come tutti i miei modelli, la colorazione è avvenuta a pennello, ho utilizzato il verde mimetico europeo in smalto della MM, il verde oliva acrilico dell’agama e il dark tan smalto della MM, sulle superfici superiori, mentre per la superficie inferiore il grigio azzurro chiaro acrilico della MM; dopo una prima passata di trasparente lucido ho provveduto alla posa delle decals, ricoperte nuovamente per poi iniziare la fase di “insozzatura” con la tempera, che ho provveduto a stendere per bene e poi togliere con un panno umido. Un po’di bruno van dick ad olio sui carrelli e sul vano cannone ed infine una bella passata di opaco hanno chiuso tutto.

 



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