Sturmgeschütz StuG. III Ausf.C - Dragon - 1/35

  25 Novembre 2013

 

Sturmgeschütz StuG. III Ausf.C - kit Dragon - scala 1/35

Origine degli Sturmgeschütz

In seguito allo sviluppo della concezione tattica di impiego dell'artiglieria come supporto ravvicinato per la fanteria, nel 1936 la Daimler-Benz ricevette la commessa per lo sviluppo e la produzione di un mezzo di supporto alla fanteria armato con una bocca da fuoco da 75 mm. Le specifiche prevedevano che l'armamento avesse una gittata di almeno 6 chilometri; la corazzatura frontale avesse uno spessore tale che non fosse perforabile da un proietto da 37 mm ad una distanza di 500 m; fosse di peso e dimensioni contenuti (non avrebbe dovuto essere più alto di un uomo di statura media); armamento tale da assicurare un'adeguata copertura alla fanteria e capacità di impegnare mezzi blindati.

La Daimler-Benz per realizzare il mezzo utilizzò lo scafo, le sospensioni ed il gruppo di rotolamento del carro PzKpfw III Ausf. E che aveva già in produzione.

Il mezzo

Lo Sturmgeschütz III usava, come già detto, lo scafo, il treno di rotolamento e la motorizzazione del PzKpfw III, la parte superiore con l'anello di torretta era stata sostituita da una casamatta in cui era alloggiato l'armamento principale, il 7.5 cm StuK L/24 (Cannone d'assalto 75/24 usando la terminologia italiana, notare che, sempre secondo la terminologia italiana, la bocca da fuoco sarebbe stata classificata come obice e non come cannone). Nella prima versione il mezzo era privo di armamento secondario. L'equipaggio alloggiava nella casamatta, in cui entrava da due ampi portelloni posti posteriormente sul cielo della casamatta stessa. Le sistemazioni generali erano quelle del PzKpfw III, con il motore posteriore e gli organi di trasmissione anteriori (davanti al compartimento di combattimento).

Lo sviluppo degli Sturmgeschütz III.

Lo Sturmgeschütz III passò senza modifiche dalla produzione di prototipi al primo modello operativo (Ausführung A), che fu distribuito quanto prima ai reparti operativi per avere un feedback. I primi esemplari lasciarono le catene di montaggio della Alkett ai primi di agosto del 1940. Tuttavia, già a novembre, dopo che erano stati elaborati i commenti sia sui prototipi (utilizzati operativamente in Francia) sia sul modello A, iniziò la produzione dell'Ausf. B. La principale differenza dall'Ausf. A era data dal nuovo sistema di sospensioni e dai cingoli, la cui larghezza era stata portata a 400 mm, ed utilizzando le componenti meccaniche del PzKpfw III Ausf. H. L'aumentata larghezza dei cingoli e l'aumento di potenza del motore (ora un Maybach HL 120 TRM) permisero di portare il peso del veicolo a 21,8 t, senza con questo ridurre, anzi aumentando, la sua mobilità su strada e fuori strada.

StuG. III impiegato sul fronte italiano del corso del 1944

Nel 1941 iniziò la produzione dello StuG III Ausf. C, che fu seguito, con lievi modifiche, dai modelli D ed E, le commesse per la costruzione di questi veicoli passarono dalla Daimler Benz direttamente alla Alkett. La produzione di queste macchine proseguì fino all'autunno 1942, per un totale di circa 450 veicoli dei tre tipi.

Dopo la comparsa sul campo di battaglia dei T-34 sovietici fu chiaro che l'armamento dei veicoli corazzati dell'epoca doveva essere totalmente rivisto, e quindi che un pezzo come il 7,5 cm StuK L/24, con la sua bassa velocità iniziale, non poteva avere buon gioco contro i nuovi carri, quindi si assistette ad una corsa a installare sui veicoli tedeschi cannoni di maggiore potenza. Come era successo al Panzer IV, anche sullo StuG III fu installato un cannone da 75 mm lungo, capace di impegnare i carri russi, quindi sullo Sturmgeschütz 40 Ausf. F (questa divenne la nuova denominazione del mezzo) fu installato il cannone 7,5 cm StuK 40 L/43 (lo stesso cannone montato sui PzKpfw IV Ausf. F2 e G), questa arma aveva sia la capacità di impegnare fanterie con proiettili ad alto esplosivo, sia quella di impegnare veicoli corazzati con proiettili a carica cava. L'unica altra modifica apportata allo StuG III Ausf. E per passare a questa versione fu l'aggiunta di lamiere anteriori per aumentare la protezione, un grosso problema fu dato dal fatto che le munizioni per il cannone lungo erano più ingombranti di quelle del cannone corto, quindi nel nuovo modello fu necessario dedicare maggiore spazio alle riservette delle munizioni. Dato anche il maggior volume dei fumi di combustione, fu necessario aggiungere sul tetto della casamatta un ventilatore per estrarre i fumi dalla camera di combattimento. Questo veicolo fu costruito in 119 esemplari. Nonostante l'introduzione della corazzatura laminata gli StuG 40 Ausf. E erano scarsamente protetti, soprattutto lateralmente, quindi si decise di sostituire lo scafo base con quello del PzKpfw III Ausf. L, e, in occasione della riprogettazione totale che ne conseguì, il cannone fu sostituito con il 7,5 cm StuK 40 L/48, cioè lo stesso cannone montato sui PzKpfw IV Ausf. H e J. Con questo armamento lo StuG III fece un ulteriore (e definitivo) passo avanti nel suo impiego tattico, diventando praticamente un cacciacarri invece di un semovente d'appoggio della fanteria. Il nuovo modello, indicato come StuG 40 Ausf. F/8, aveva anche un nuovo motore, il Maybach HL 120TRM Ausf. A. L'altezza, pur restando estremamente contenuta, tuttavia passò a 2150 mm. La modifica dell'impegno tattico impose anche l'aggiunta di un armamento secondario (non necessario finché il veicolo doveva operare a stretto contatto della fanteria), quindi al veicolo fu assegnata in dotazione una MG 34, che, tuttavia, richiedeva per l'impiego che uno dei membri dell'equipaggio si sporgesse dal portellone superiore per poter sparare.

 

StuG. III dell'Esercito Finlandese

Le necessità di spazio entro il vano di combattimento, sia per il personale, sia per le ricervette delle munizioni (lo StuG 40 Ausf. F/8 aveva a bordo solamente 44 colpi), impose un nuovo studio per la casamatta, quindi questa fu allargata fino a comprendere le coperture dei cingoli, eliminando così, fra l'altro gran parte delle trappole per i colpi che esistevano sul mezzo, e spostando il ventilatore sulla piastra posteriore della camera di combattimento. Esternamente fu aggiunto un supporto per la mitragliatrice ed una piastra mobile per proteggere il servente. Il nuovo mezzo fu denominato Sturmgeschütz 40 Ausf. G e rappresentò il modello finale del mezzo, costruito in più di 7000 esemplari. L'unica modifica che fu portata al mezzo, senza però modificarne né la denominazione né le caratteristiche generali, fu la sostituzione del mantelletto del cannone, saldato e di forma prismatica, con la cosiddetta Saukopf (testa di scrofa), cioè una struttura fusa che assicurava maggiore omogeneità e riduceva le trappole per colpi.

La linea di sviluppo degli StuG III come cacciacarri aveva portato ad un'arma che non era più ottimizzata per l'impegno di bersagli scarsamente protetti, ma alla funzione controcarri. Per questo motivo fu necessario progettare un'arma che svolgesse la funzione tattica precedentemente svolta dai cannoni d'assalto, quindi sullo scafo dello StuG 40 Ausf F fu costruito un mezzo armato con l'obice 10,5 cm StuHb42 L/28 (Obice da 105/28), denominato Sturmhaubitze 42 Ausf. F, che ebbe la funzione tattica avuta in precedenza dagli StuG III; quando la produzione di scafi Ausf. F terminò lo Sturmhaubitze 42 assunse la denominazione Ausf. G.

Infine si deve citare lo Sturmgeschütz lange 7,5 cm Kanone L/33, cioè uno StuG III armato con un cannone 75/33, intermedio fra i modelli E ed F. Questo mezzo è esistito solo in una foto, pesantemente ritoccata dalla censura, che mostrava uno StuG III Aus. F a cui era stato accorciato il cannone. Questa foto suscitò molte illazioni in campo alleato, ed ancora negli anni sessanta veniva indicata come prova di un veicolo di transizione fra l'Ausf. E e l'Ausf. F (in realtà mai esistito).

Una rara immagine dell'epoca rappresentante il modello che andrò a ricreare.

IL MODELLO

Per ricreare questa versione dello StuG. III Ausf. C, ho impiegatoi l'ottimo kit della Dragon, con la sostituzione del solo cannone e relativo mantelletto.

Questa modifica lo trasformano nella versione ausf C/D 75cm L48

A parte questa non sono state apportate altre modifiche al modello,il montaggio e’stato veloce e senza intoppi…vista la preferenza a ricreare modelli vissuti usurati dal tempo e dalle battaglie ho insistito sulla zona parafanghi asportandone una buona porzione , simulando cosi un danno  da imboscata (spesso questi carri si infilavano tra le macerie degli edifici distrutti aspettando che passasse qualche vittima sotto forma di carro nemico!!

  

Per la colorazione ho deciso, dopo una breve ricerca di buttarmi sul monocromatico scegliendo il Dunkelgelb come tinta di base .

  

I colori usati sono gli ottimi colori acrilici lifecolor, al quale sono passato dopo una lunga convivenza con i vallejo che pero’ non disdegno visto che ne ho una abbondante scorta .

  

Dopo la base e le prime luci ho effettuato un lavaggio molto blando con colore seppia ad olio diluito con white spirit

  

Passato un giorno per l’asciugatura del lavaggio,ho cominciato con l’invecchiamento , da prima ho usato dei filtri della True Haert per poi passare ai pigmenti della Mig.

  

Ho completato il tutto con casse bidoni e taniche sulla parte posteriore del carro ,fango e fibre di posidonia per i cingoli.

  

  

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