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Fiat BR-20M Cicogna

276^ Squadriglia del 116° Gruppo del 37° Stormo della RA di base a Lecce-Galatina durante il dicembre del 1940

Il Fiat B.R.20 "Cicogna" era un bombardiere medio bimotore ad ala bassa sviluppato dall'azienda italiana Fiat Aviazione negli anni trenta, introdotto nel 1936 e rimasto in servizio fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Al momento della sua introduzione fu l'unico bombardiere italiano interamente in metallo[2] ed uno dei più moderni velivoli al mondo nella sua categoria.

Ebbe il battesimo del fuoco nel 1937, con le insegne dell'Aviazione Legionaria, nella guerra civile spagnola, durante la quale costituì la spina dorsale delle operazioni di bombardamento dei Nazionalisti insieme al tedesco Heinkel He 111. Fu in seguito impiegato con successo dall'aviazione dell'esercito giapponese, durante la seconda guerra sino-giapponese.

Quando l'Italia entrò in guerra, nel giugno 1940, i B.R.20 erano i bombardieri medi tipo della Regia Aeronautica, ma iniziavano già a mostrare il peso degli anni. Dal 1942 furono impiegati soprattutto per perlustrazioni marittime e per l'addestramento degli equipaggi dei bombardieri. Ne vennero prodotti più di 500 entro la fine della guerra.

Quando, alla fine del 1936, il 13º Stormo Bombardamento Terrestre (basato a Lonate Pozzolo) fu equipaggiato con i "Cicogna" era probabilmente l'unità di bombardieri più moderna al mondo.

Il battesimo del fuoco avvenne a partire dall'estate 1937 durante la guerra civile spagnola. I B.R.20 dell'Aviazione Legionaria vennero utilizzati con successo in azioni di bombardamento diurne e notturne.

All'entrata in guerra dell'Italia, nei reparti di bombardamento della Regia Aeronautica erano disponibili 219 esemplari, di cui solo 132 di pronto impiego, e dall'inizio dell'anno avevano iniziato ad arrivare alle squadriglie la nuova versione, designata B.R.20M.Inizialmente vennero impiegati nella campagna contro la Francia.

B.R.20M: variante del B.R.20 originale, messa in produzione all'inizio del 1940. Era caratterizzata da una prua ridisegnata più lunga di qualche decina di cm, con diversa vetratura ed una nuova torretta brandeggiabile (Fiat R) per l'arma prodiera, più semplice e funzionale. Prodotti 264 esemplari fino alla primavera del 1942.

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti

 

Abbey Road

Scala 1/64

Studi di registrazione in Abbey Road

Abbey Road è l'undicesimo album in studio del gruppo musicale britannico The Beatles

La rivista Rolling Stone l'ha inserito nel 2020 al 5º posto della lista dei 500 migliori album, mentre la rivista New Musical Express lo posiziona al 34º posto della sua analoga classifica dei migliori 500 album; compare anche nel volume 1001 Albums You Must Hear Before You Die.

Il 27 settembre 2019 è stata pubblicata la versione rimasterizzata per Dolby Surround 5.1 e per Dolby Atmos.

La copertina dell'album è una delle più celebri e citate della storia della musica pop. È anche l'unica copertina della band di Liverpool in cui non compare né il titolo dell'album, né il nome del gruppo. L'idea fu di Paul McCartney che, dopo aver realizzato alcuni schizzi, propose di scendere in strada e farsi fotografare sul più vicino attraversamento pedonale. Si vedono i quattro membri intenti a camminare su un passaggio pedonale di Abbey Road, la via di Londra sede degli Abbey Road Studios, nei quali i Beatles incisero per l'intera carriera. Lo scatto fotografico è opera di Iain Macmillan che, verso mezzogiorno dell'8 agosto 1969, stando in bilico su una scala in mezzo alla strada, immortalò la scena con la sua Hasselblad mentre i Beatles andavano avanti e indietro lungo le strisce pedonali, grazie a un agente che aveva fermato il traffico per qualche minuto; dei sei scatti fu preferito il quinto nel quale i quattro erano ben allineati e poi anche perché, considerata la fase della loro carriera, li rappresentava in marcia come se andassero via dagli studi di registrazione. Fu McCartney, dopo attenta osservazione, a operare la scelta del quinto scatto; le sei pose sono riprodotte nel libro The Beatles Anthology. 

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri

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