Flyinglions - chi siamo

Fiat-Ansaldo L6/40 - Kit Model Victoria - Scala 1/35

Sicilia 1943

L'L6/40 fu un carro armato leggero italiano utilizzato durante la seconda guerra mondiale, prevalentemente dal Regio Esercito che lo impiegò in tutti i teatri di guerra.
Sebbene fosse sotto molti aspetti un veicolo efficiente nella sua categoria, l'L6/40 fu considerato, in linea generale, un mezzo nato "vecchio", sia per quanto riguardava l'armamento che la corazzatura. Non riuscì infatti a svolgere adeguatamente i ruoli per cui era stato creato, ovvero ricognizione ed appoggio alla fanteria e talvolta, per mancanza di mezzi più adatti fu utilizzato anche come carro di rottura, cosa assurda per un carro così poco corazzato. Per quanto riguarda gli altri ruoli per cui venne concepito, ossia ricognizione e supporto per fanteria, era parzialmente adeguato al primo perché veloce e di piccole dimensioni, mentre era inverosimile potesse adempiere al secondo, anche perché era penalizzato dalla dottrina di impiego in uso allora nel regio esercito.

  

  

  

Fu usato dal Regio Esercito praticamente in ogni fronte della seconda guerra mondiale dove erano coinvolte le forze italiane: in Africa settentrionale, al fronte orientale con l'ARMIR, nei Balcani con compiti di contrasto alle operazioni della resistenza jugoslava (alcuni vennero poi catturati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943 e riutilizzati) e in Italia contro le truppe tedesche, che ne catturarono un certo numero per riutilizzarli direttamente con la denominazione PzKpfw 733(i) o per fornirli ai reparti della RSI.
A partire dal 1943 la torretta del carro fu usata sull'autoblindo SPA-Viberti AS43.
L'Esercito Italiano lo utilizzò fino ai primi anni cinquanta., così come i Reparti celeri della Pubblica Sicurezza

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Jagdpanzer 38 (t) Hetzer - Kit Resin Factory - Scala 1/16

Fronte orientale 1944

Lo Hetzer, nome famoso ma improprio per indicare lo Jagdpanzer 38(t), è stato un cacciacarri leggero di concezione tedesca ed utilizzato principalmente dai reparti dello Heer durante le fasi finali della Seconda guerra mondiale. Basato sullo scafo del Panzer 38(t), fu realizzato, a partire dal 1944, in 2 584 unità, prodotto nel Protettorato di Boemia e Moravia durante e in Cecoslovacchia dopo la conclusione del conflitto. Nel dopoguerra equipaggiò la Československá lidová armáda, l'esercito popolare cecoslovacco, e l'Esercito svizzero.

  

  

Il mezzo venne provato con vari armamenti, come l'obice da 149 mm, e ancora più interessante, sistemando le armi direttamente sulla piastra dello scafo, senza congegno di recupero, cosa che semplificò la produzione del veicolo e migliorò lo spazio interno. Il mezzo base era stato sottoposto anche alle prove come mezzo da combattimento per una squadra di fanteria, totalmente cingolato, protetto, con una mitragliera da 20mm sistemata sulla sommità. L'idea non fu realizzata per mancanza di risorse. Dell'Hetzer vennero prodotte anche versioni speciali, come quella da recupero, senza cannone, e quella del tipo lanciafiamme. Essi erano rispettivamente il Bergepanzer 38(t) e il Flammpanzer 38(t).

  

L'Hetzer combatté nell'ultimo anno e mezzo di guerra. Il mezzo era, nonostante la scomodità che aveva se comparato a veicoli con scafo aperto, molto temibile e molto temuto. La sagoma bassa e sfuggente era difficilmente visibile fino a quando non apriva il fuoco, mettendo entro 1 km di raggio in pericolo i carri nemici. Inoltre era dotato di una discreta mobilità (inclusa una notevole autonomia per essere un mezzo a benzina) e una meccanica affidabile.
La prima unità a ricevere degli esemplari di Hetzer furono i Panzerjägerabteilungen 731 e 743 e la 15. e 76. Infanterie-Division. Di seguito fu affidato a tutte le formazioni di cacciacarri.
L'Hetzer servì, in seguito, nelle file dell'Esercito Cecoslovacco. Nel 1946 l'Esercito svizzero comprò 158 esemplari dalla Cecoslovacchia, sotto la denominazione di G13.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri "Zampy"

Aermacchi MB.326 - Kit Italeri - Scala 1/48

609^ Squadriglia Collegamento del 9° Stormo di base a Grazzanise nel 1986 / 1990.

L'Aermacchi MB-326 è un aereo da addestramento avanzato, biposto, monomotore a getto e monoplano ad ala bassa, sviluppato dall'azienda aeronautica italiana Aermacchi nei primi anni cinquanta.

  

  

Progettato dall'ingegner Ermanno Bazzocchi (M=Macchi, B=Bazzocchi) per equipaggiare i reparti da addestramento dell'Aeronautica Militare, dal modello originale ne venne anche sviluppata una variante da attacco al suolo (la K - combat) che riscosse un discreto successo commerciale per il mercato dell'aviazione militare da esportazione.
È stato l'aviogetto italiano più venduto nel dopoguerra, entrando in 800 esemplari nell'armamento di 12 nazioni, tra le quali Argentina, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Paraguay, Sudafrica, Togo, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Zambia.
Il prototipo, spinto da un turbogetto Viper 8 da 7,78 kN (793 kgf; 1 749 lbf) compì il primo volo dalla pista di Lonate Pozzolo il 10 dicembre 1957, ai comandi del capo collaudatore della ditta Guido Carestiato. Le prove di volo che seguirono rivelarono però che il modello era sottopotenziato, così che l'azienda, nel completare il secondo prototipo, lo equipaggiò con la più potente versione Viper 11 da 11,12 kN (1 134 kgf; 2 500 lbf) di spinta.

  

  

Il velivolo ha volato con l'Aeronautica Militare Italiana con la Scuola Volo Basico iniziale Aviogetti (212°, 213° e 214° Gruppo volo), il Centro Sperimentale Volo (poi Reparto Sperimentale Volo con il suo 311° Gruppo Volo) e con varie Squadriglie Collegamento inquadrate nei vari Stormi di Volo.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

US Dodge Staf Car - Kit Italeri - Figurini Alpine - Scala 1/35

Anzio gennaio 1944

  

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Moreno Gandini "Gandi"

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