MASIERO ANDREA

MASIERO ANDREA

Signifer Auxilia - Kit Pegaso Models - Scala 54 mm

Significo romano del I sec D.C.

L'uomo che rivestiva l'incarico dei signifer degli ausiliari (Signifer Avxilia) era scelto tra quanti erano i più meritevoli, che si erano distinti per atti di valore e per una limpida condotta di servizio. Il signifer era infatti un principalis (ufficiale minore) che godeva di speciali esenzioni dai servizi più pesanti e aveva l'onore di rappresentare l'intera centuria della quale esibiva orgogliosamente l'insegna. Riceveva una paga doppia rispetto a quella di un semplice ausiliario ma inferiore a quella di un legionario.

  

  

  

Fondamentale e delicatissima era la sua funzione in battaglia, il signifer rimaneva vicino al comandante e ne riceveva gli ordini, traducendoli in movimenti dell'asta del signum, era perciò necessario che il signifer fosse un uomo di particolare esperienza e valore poiché la centuria agiva sulla base di quanto egli indicava. In battaglia i signifer stavano al ridosso delle primissime linee, quindi esposti al pericolo di contatto con il nemico. Il signifer era punto di riferimento e di aggregazione della centuria, infatti ogni auxilia sapeva di dover cercare il proprio signum per disporvi vicino ad esso per occupare il proprio posto ed assumere, insieme ai suoi commilites, lo schieramento voluto dal comandante. L'ordine emanato era “ad signum”.

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Andrea Masiero

03 Aprile 2024 Figurini

Ikiryō

Ikyriō - Kit Mkotraros - Scala 75 mm

Ikyriō, lo "Spirito Vivente"

  

  

I termini ikiryō, o shōryō, seirei, ikisudama (生霊, lett. "fantasma vivente", "eidolon"), nelle credenze popolari e nella fiction giapponesi, si riferiscono ad uno spirito che lascia il corpo di una persona vivente e va a perseguitare altre persone o luoghi, a volte a grande distanza. I termini sono usati in contrasto a shiryō, che si riferisce invece allo spirito di un defunto.

  

  

  

Buon modellismo a Tutti

Andrea Masiero

Iorghu "The King" - Kit HeraModels - Scala 1/24

The King

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Andrea Masiero

Shogunato Kamakura - Pegaso Model - 75 mm

Samurai dello Shogunato Kamakura durante il XIII sec.

Lo Shogunato Kamakura, o "di Kamakura", è il nome dato alla dinastia di shōgun del clan Minamoto che governarono il Giappone dal 1192, anno in cui Minamoto no Yoritomo ricevette tale titolo dall'imperatore Go-Toba, al 1333, anno in cui Kamakura fu espugnata dalle truppe di Nitta Yoshisada, il reggente Hōjō Moritoki e il reggente claustrale Hōjō Takatoki si tolsero la vita, e l'ultimo signore di Kamakura, il principe Morikuni, abdicò ritirandosi a vita monastica, e morendo poco dopo.
La dinastia deve il suo nome alla città di Kamakura, dove fu insediato il governo dello shōgun.

  

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Andrea Masiero

Centurione Romano - Pegaso Model - Scala 54 mm

Centurione romano del I sec. DC

Il centurione (in latino Centurio) era uno dei gradi della catena di comando nell'Esercito Romano, a capo di una centuria, paragonabile ai moderni ufficiali di grado intermedio (come i capitani a capo di una compagnia o i tenenti a capo di un plotone).
Il grado più elevato fra i centurioni di una legione era tenuto dal centurione del primo manipolo della prima coorte, che era detto primus pilus (il termine pilus non ha nulla a che fare con la lancia o con il pilum, il giavellotto romano). Il primus pilus era l'unico dei centurioni ad accedere al gabinetto di guerra di una legione e per questo potremmo dire che è l'unico ruolo assimilabile al concetto moderno di ufficiale. Secondo invece quanto racconta Polibio, al tempo della seconda guerra punica, il centurione che era stato scelto per primo, per ciascuna delle prime tre classi, entrava a far parte del consiglio militare.

  

  

In questa sezione elenchiamo i diversi gradi dei centurioni. Questo schema illustra quella che poteva essere l'organizzazione tattica delle varie centurie e delle varie coorti, riferite ai primi secoli dell'Impero romano, a partire dalla riforma augustea dell'esercito romano. Un aspetto molto interessante, che si evidenzia dalla lettura di questa lista, è che restano validi alcuni termini, come princeps e hastatus che in epoca repubblicana indicavano precisamente i tre ordini della struttura manipolare, ma soprattutto la disposizione in triplex acies delle schiere durante la battaglia. Si cominciava così dal Decimus hastatus posterior (l'ultimo in graduatoria), fino al Primus pilus prior (il più alto in grado tra i centurioni, all'interno della stessa legione romana). Il livello successivo a cui poteva aspirare, dopo che era congedato e ammesso all'ordine equestre, era quello di praefectus castrorum.
Molto spesso il centurione non proveniva dalla gavetta degli ordini inferiori: infatti, per molti giovani aristocratici, era il primo grado di una carriera militare. Non c'è da stupirsi, infatti che i centurioni fossero giovani raccomandati e messi a capo di centurie senza alcuna esperienza bellica. L'efficienza dell'organizzazione militare romana era infatti garantita da una scuola militare di altissimo livello in grado di dare degli strumenti teorici sufficienti per debuttare e servire efficacemente in una legione addirittura come tribuno senza avere prima maturato alcuna esperienza.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Andrea Masiero

Legionario romano - Kit Andrea Model - Scala 54 mm

Legionario romano con pilum del I sec. D.c.

Armati di scutum e pilum, i legionari potevano gettare nello scompiglio qualunque schieramento nemico. Soprattutto questo tipo il giavellotto, arma da lancio dagli effetti mortali, era in grado di fare la differenza sul campo di battaglia.
Assieme al gladio, il pilum era l’arma più tipica (e terribile) dei legionari. Di origine sannitica o sabellica (lo scrive Virgilio nell’Eneide), era un giavellotto usato nei combattimenti a breve distanza, di peso variabile, che probabilmente veniva scagliato quando l’avversario si trovava a non più di 10 metri di distanza. Come si desume dalle testimonianze archeologiche, ne esistevano di diverse lunghezze, da 1,5 a quasi 2 m. La caratteristica che li accomunava tutti era la punta di ferro dolce, fatta per penetrare gli scudi dei nemici e raggiungere il corpo dell’avversario.

  

  

In genere, il lancio dei pila precedeva il combattimento corpo a corpo e creava notevole scompiglio fra le file nemiche, sia per i motivi spiegati sopra, sia per le vittime che provocava. Mentre l’avversario era disorientato, i legionari si lanciavano contro di esso, avendone spesso la meglio, come dimostra anche un passo di Plutarco: «I Romani lanciarono i giavellotti contro i Galli; i loro scudi furono perforati e appesantiti dai giavellotti. Allora abbandonarono le proprie armi e cercarono di strapparle al nemico, tentando di deviare i giavellotti afferrandoli con le mani». Il fatto che la punta del pilum si piegasse aveva anche il vantaggio di renderlo inservibile al nemico, che non poteva rilanciarlo contro lo schieramento romano. Quest’arma risultò spesso vincente, soprattutto in epoca repubblicana, quando i Romani si trovarono ad affrontare avversari come i Galli, i cui fanti combattevano con protezioni del corpo molto leggere o del tutto inesistenti. Venivano prodotti anche pila con la punta appesantita da una sfera di piombo, che rendeva il colpo ancora più micidiale, e non è escluso che l’arma venisse utilizzata anche nei combattimenti ravvicinati. In epoca imperiale, con la diffusione di armature personali decisamente più robuste e con il variare delle tecniche belliche, il pilum cadde in disuso.

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Andrea Masiero

Legio XII "Fulminata" - Kit Pegaso Model & Bestsoldiers - Scala 75 mm

Legio XII Fulminata" del I sec. D.c.

La XII fu costituita assieme alla XI nel 58 a.C. da Gaio Giulio Cesare per la sua campagna contro gli Elvezi e la successiva conquista della Gallia. Terminata la guerra civile tra Cesare e Pompeo, dove combatté a fianco di Cesare, la legione venne sciolta nel 45 a.C.. L'anno successivo venne ricostituita (nel 44 a.C.) da Marco Emilio Lepido e da questi consegnata a Marco Antonio. Dopo Azio, fece parte dell'esercito di Augusto ed inviata a Raphana, in Siria, mentre alcuni veterani ricevettero delle terre a Patrasso, in Grecia. Potrebbe però aver soggiornato per un breve periodo di tempo in Africa proconsolare (a Thugga) proprio all'inizio del principato.

  

Nel 58 il re parto Vologese I invase il Regno di Armenia, uno stato cliente dell'Impero romano. L'imperatore Nerone ordinò a Gneo Domizio Corbulone, il legato per la Cappadocia, di gestire l'emergenza e Corbulone sconfisse i Parti restaurando sul trono armeno Tigrane II.
In seguito Vologese mise il proprio fratello Tiridate I sul trono d'Armenia; i Romani tornarono all'offensiva nel 62, e il nuovo legato di Cappadocia, Lucio Cesennio Peto, venne sconfitto al comando delle sue legioni, la XII e la IIII Scythica, nella battaglia di Randeia (inverno 62/63), e dovette arrendersi. La resa pesò gravemente sull'onore delle due legioni, che infatti vennero allontanate da quel teatro di guerra e non parteciparono alla campagna vittoriosa di Corbulone.
L'occasione di riconquistare l'onore perduto venne nel 66, dopo che la rivolta zelota durante la prima guerra giudaica aveva causato la distruzione della guarnigione romana a Gerusalemme: la XII, rinforzata con vessillazioni della IIII Scythica e della VI Ferrata, fu inviata sul luogo per sedare la rivolta, ma, considerata troppo debole dal legato di Siria Gaio Cestio Gallo, fu rimandata indietro. Sulla strada del ritorno cadde nell'imboscata di Eleazar ben Simon a Bethoron: sconfitta, subì il grande disonore di perdere le proprie aquile. Malgrado ciò, la legione si risollevò, combattendo bene nell'ultima parte della guerra e sostenendo con successo la candidatura del proprio comandante Tito Flavio Vespasiano al soglio imperiale. Terminata la guerra, la XII Fulminata e la XVI Flavia Firma furono destinate a partire dalla fine del 70, la prima a Melitene, la seconda a Satala, dove dovevano proteggere il confine dell'Eufrate.

  

La presenza della XII nel Caucaso è testimoniata per l'anno 85: l'imperatore Domiziano aveva infatti inviato lì la Fulminata allo scopo di sostenere i regni clienti di Iberia e Albània. In quell'occasione la legione raggiunse il Mar Caspio.
La legione fu in Armenia per la campagna del 114 di Traiano, dove partecipò alla creazione della Provincia romana di Armenia.
Dopo essere stata impiegata per respingere gli Alani — nel 134, sotto il comando del governatore di Cappadocia Arriano e insieme alla XV Apollinaris —, la Fulminata partecipò, con molta probabilità, alla campagna parta di Lucio Vero (162-166): un'unità mista della XII e della XV, infatti, controllò per qualche tempo la capitale armena di Artaxata. Sarà operativa fino al V Sec.

  

Buon Modellismo a Tutti

Andrea Masiero

Il Sopravvissuto - Kit Nutsplanet - Scala 1/24

2900 AtomicWar

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Andrea Masiero

 

Joomla SEF URLs by Artio
seoLinks

CERCA NEL SITO

TECNICHE E COLORI

RECENSIONE AEREI

RECENSIONE MEZZI CORAZZATI

STORIA

Visite:

Oggi:225
Questo Mese13910
Visite Totali3891153