Mario Bellagambi (Firenze, 14 settembre 1915 – Firenze, 25 luglio 2001) fu un pilota della Regia Aeronautica assegnato alla specialità Caccia, partecipò alla Guerra civile spagnola e alla seconda guerra mondiale dove divenne un asso dell'aviazione con 14 vittorie. Decorato di tre Medaglie d'argento al valor militare e della Croce di Ferro di I e II classe tedesca.
Dopo poco più di tre anni di guerra nelle file della Regia Aeronautica, con all'attivo due vittorie aeree confermate, la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943 lo colse sull'aeroporto di Torino-Caselle, ed egli decise di aderire alla neocostituita Aeronautica Nazionale Repubblicana, entrando a far parte del 2º Gruppo caccia "Gigi Tre Osei". Tale reparto era comandato dal colonnello Vizzotto, e si trovava di stanza presso l'aeroporto di Bresso. Verso la fine dell'anno riprese a volare sfruttando la disponibilità di alcuni velivoli Fiat G.55 Centauro, Reggiane Re.2000 e Aermacchi C.202 Folgore. Nel marzo 1944 il Gruppo divenne ufficialmente operativo sotto il comando del tenente colonnello Aldo Alessandrini, ed egli assunse il comando della 2ª Squadriglia "Diavoli Rossi". Dopo un breve periodo in cui volò sui G.55 il Gruppo fu riequipaggiato con velivoli Messerschmitt Bf 109G Gustav sulla base di Cascina Vaga (Pavia). Il reparto operò poi dalle basi di Villafranca, Aviano e Osoppo, schierandosi alternativamente su quelle di Ghedi, Lonate e Thiene.
Il 2º Gruppo terminò la sua attività bellica con il trasferimento da Aviano a Villafranca e ad Orio al Serio alla vigilia del 25 aprile 1945, ed a Orio al Serio apprese dalla fine della guerra. A quell'epoca egli era decorato con tre Medaglie d'argento al valor militare, con la Croce di Ferro di I e II classe ed era accreditato di 14 vittorie aeree, due ottenute con la Regia Aeronautica e dodici con l'A.N.R.
Sottoposto a processo di epurazione fu allontanato dall'aeronautica militare, ma rientrò in servizio attivo dopo quasi quattro anni con il grado di capitano.
Lascerà l'Aeronautica militare con il grado di Generale di Brigata.
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Francesco Sfriso "Kekko"
L'English Electric Lightning (Fulmine), successivamente BAC Lightning, è stato un caccia intercettore britannico supersonico, in servizio presso la RAF principalmente tra gli anni sessanta e settanta; gli ultimi esemplari furono radiati dall'11° Squadron nel 1988.
Quest'aereo era rinomato principalmente per la sua velocità (era capace di volare a velocità supersoniche senza ricorrere al postbruciatore), la rapidità di salita in quota (poteva salire a 15.000 m in meno di un minuto), l'agilità di manovra e trovò impiego, oltre che nella RAF, anche presso l'aviazione saudita e quella del Kuwait (Kuwait Air Force).
Il primo prototipo, il P.1, volò per la prima volta il 4 agosto 1954 dalla base RAF di MoD Boscombe Down, nello Wiltshire. Al terzo volo, l'11 del mese, il pilota riuscì a spingerlo oltre Mach 1, nonostante i motori, due Armstrong Siddeley Sapphire Sa.5, fossero sprovvisti di postbruciatore.
Il secondo prototipo, il P.1A, fu presentato al pubblico durante il Farnborough Air Show del 1955. Il P.1A era semplicemente un P.1 con cannoncino da 30mm e in seguito dotato di un'"escrescenza" ventrale, che incrementava la capacità del serbatoio.
Il primo Lightning entrò in servizio nel dicembre del 1959, presso la base RAF di Coltishall, nella contea di Norfolk: in realtà era un P1.B di preserie. I primi Lightning di serie (F Mark 1) furono consegnati, a partire dall'anno successivo, al 74° Squadron in sostituzione degli Hawker Hunter. Vista la difficoltà di pilotare un aereo così innovativo, nel 1961 fu fatta entrare in linea una versione (T Mk.1) da addestramento biposto della F Mk.1.
Il Lightning uscì di produzione nel dicembre 1969, ma rimase in servizio presso la RAF fino alla sua ufficiale radiazione il 30 luglio 1988. Fu rimpiazzato principalmente dai Tornado, ma anche dagli F-4 Phantom.
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Mario Capurso
Il T-65 X-Wing Starfighter (meglio conosciuto come X-wing, tradotto in Italiano come caccia Ala-X) è un caccia immaginario presente nell'universo di Guerre stellari. Viene utilizzato principalmente come intercettore e per il combattimento aereo dall'Alleanza Ribelle e dalla Nuova Repubblica. Durante la battaglia di Yavin, Luke Skywalker usò uno X-wing per distruggere la Morte Nera.
Così chiamato poiché con le ali aperte in modalità di attacco assume una forma simile a una 'X' se visti dal retro, l'X-wing è un caccia ben manovrabile e dotato di quattro cannoni laser Taim & Bak montati sulle ali, e di due tubi per missili a protoni nella fusoliera. Ha la possibilità di raggiungere l'iperspazio essendo equipaggiato di un'iperguida di classe 1.
Il caccia ha due modalità di volo: una nella quale le ali sono "piatte" e un'altra nella quale le ali sono estese in "posizione di attacco", offrendo ai laser montati alle estremità una maggiore area di fuoco. Privi di un computer di navigazione, sfruttano un astrodroide della serie R2 alloggiato in un apposito compartimento per i calcoli del salto a velocità luce. La presenza di un dispositivo iperguida e di uno scudo deflettore differenziano gli X-wing dai caccia TIE imperiali, enfatizzando l'importanza per la Ribellione che i piloti sopravvivano alla loro missione.
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Andrea Masiero
Il 12,8 cm Panzerabwehrkanone 44, abbreviato in 12,8 PaK 44, era un cannone controcarri pesante tedesco della seconda guerra mondiale.
Il calibro da 128 millimetri fu scelto grazie alla disponibilità delle attrezzature impiegate per la produzione di cannoni navali in tale calibro. La progettazione fu assegnata alla Rheinmetall-Borsig e dalla Krupp. I primi prototipi furono consegnati per le prove alla fine del 1944. Il progetto della Rheinmetall era un derivato del cannone contraereo 12,8 cm FlaK 40, mentre la Krupp decise di progettare un'arma completamente nuova. Dopo i test iniziali il progetto Rheinmetall venne abbandonato e continuò lo sviluppo del solo modello Krupp, che entrò in produzione nel 1944. Tuttavia la Wehrmacht si rese presto conto che un cannone anticarro trainato del peso di 10 tonnellate era ingestibile e la produzione venne quindi interrotta.
Circa 50 bocche da fuoco furono utilizzate su affusti esistenti. Le armi che utilizzavano l'affusto GPF-T di preda bellica francese furono designati K 81/1, mentre quelle su affusto ex-russo erano i K 81/2. Entrambi i modelli erano trainati e troppo pesanti ed ingombranti per essere rapidamente schierati.
Nel 1943 si rese necessario un cannone pesante per armare il cacciacarri pesante Jagdtiger. Il PaK 44 finì per diventare l'armamento principale standard del cacciacarri pesante, oltre ad essere la prevista arma principale per la maggior parte dei futuri modelli di carro pesante in fase di sviluppo durante i mesi finali della seconda guerra mondiale, come il Panzer VIII Maus e il Panzer E-100.
L'arma anticarro trainata e quelle installate sui carri subirono numerosi cambi di denominazione. Erano conosciute indifferentemente come "K 44", "PaK 44", "K 81", "PaK 80" e "PjK 80".
I tedeschi indicavano i prototipi provvisoriamente con il numero 8 seguito da una seconda cifra. Quindi K 81, PaK 80 e PjK 80 sono da considerarsi nomi provvisori. Quando il pezzo fu accettato in servizio, furono adottate le denominazioni definitive K 44 e PaK 44: i due pezzi erano identici e differivano soltanto per l'impiego operativo.
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Roberto Cimarosti "Cima"
Il Benz/21, noto anche come Schupo Sonderwagen Benz/21 o VP21, era un veicolo blindato su ruote utilizzato come mezzo speciale dalla polizia della Repubblica di Weimar. Dal 1921 al 1925, la Benz & Cie. costruì e consegnò 25 veicoli della variante VP21. Questo veicolo e diverse varianti simili sono i primi modelli della serie di carri armati ripresi in Germania dopo la Prima Guerra Mondiale.
I veicoli blindati erano costruiti in altezza per rendere difficile la scalata. La sovrastruttura corazzata aveva due torrette rotanti diametralmente opposte, ciascuna dotata di una mitragliatrice. Grazie al loro peso elevato, i veicoli erano in grado di abbattere le barricate con l'ausilio di arieti integrati. Nei cosiddetti combattimenti di polizia, venivano utilizzati per la ricognizione violenta, come avanguardia o come forza di supporto per gli ufficiali di fanteria.
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Paolo Baldoin "Paul Stainer"
La 5 cm FlaK 41 era un di cannone automatico antiaereo tedesco della seconda guerra mondiale, progettato per la copertura dell'area oltre il raggio d'azione del 3,7 cm FlaK, ma all'interno del raggio d'azione dei pezzi da 75 mm. Si dimostrò inadeguato e venne prodotto in piccole quantità.
Lo sviluppo del cannone procedette a rilento; iniziò nel 1936, ma il contratto di produzione venne assegnato alla Rheinmetall-Borsig solo nel 1940. Il FlaK 41 venne realizzato in due versioni, una trainata su due assali ed un'altra in installazione fissa per la difesa dei complessi industriali maggiori.
Nessuno dei due modelli si dimostrò soddisfacente e soffrirono dei medesimi problemi. La velocità di brandeggio era troppo bassa per ingaggiare bersagli ad alta velocità e la bocca da fuoco era sottopotenziata, anche se la fiammata era abbastanza potente da abbagliare il puntatore anche in pieno giorno. La relativamente pesante munizione era ingombrante e scomoda da gestire nelle clip da 5 colpi.
In tutto furono realizzati 60 pezzi, a partire dal 1941, alcuni ancora operativi nel 1945.
Al FlaK 41 seguirono alcuni tentativi di creare un cannone anticarro medio in calibro 55 mm con il progetto Gerät 58 ed un altro in calibro 50 mm derivato dal cannone anticarro 5 cm PaK 38, conosciuto come Gerät 241.
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Luca Zampieri "Zampy"