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22 Aprile 2025 Figurini

Piccolo Lupo

Piccolo Lupo - Kit Amati - Scala 1/10

Piccolo Lupo (Ó'kôhómôxháahketa) Capo Cheyenne 1820-1880

Nato nell'odierno Montana a metà degli anni 1820, Piccolo Lupo divenne un famoso capo dei Cheyenne settentrionali e guidò un gruppo di guerrieri nel corso delle guerre delle Northern Plains. Combatté la guerra di Nuvola Rossa e la guerra del Bozeman Trail, che durò dal 1866 al 1868. Come capo firmò il trattato di Fort Laramie del 1868.
Fu scelto come uno dei capi anziani nel consiglio dei quarantaquattro, un onore nella cultura Cheyenne.

  

Non partecipò alla battaglia del Little Bighorn, ma partecipò agli eventi che precedettero e seguirono quello scontro. Alcuni ricognitori del suo accampamento trovarono del cibo abbandonato da Custer, e furono osservati dai ricognitori statunitensi. La cosa fu raccontata a Custer, il quale pensò di aver trovato il principale accampamento Sioux e Cheyenne sul Little Bighorn, ordinando subito un attacco per evitarne la fuga. Dopo la battaglia Piccolo Lupo giunse e fu catturato e quasi ucciso dagli infuriati Sioux, i quali sospettavano che fosse una spia dei bianchi. Solo dopo aver tenacemente negato ogni sua complicità nell'attacco gli fu salvata la vita.
Dopo la sconfitta di Stella del Mattino ad opera del colonnello Ranald Slidell MacKenzie nel novembre 1876, Piccolo Lupo fu obbligato a recarsi in una riserva del territorio indiano in Oklahoma. Attorno al 1878 lui e Stella del Mattino guidarono quasi 300 Cheyenne dalla riserva di Fort Reno, Oklahoma, attraverso Kansas, Nebraska e territorio del Dakota fino al territorio del Montana, loro terra natale.

  

  

Durante il viaggio evitarono le unità di cavalleria statunitense che cercavano di catturarli. I due gruppi si divisero dopo aver raggiunto il Nebraska, e mentre il gruppo di Stella del Matino fu obbligato ad arrendersi nei pressi di Fort Robinson, quello di Piccolo Lupo proseguì fino al Montana dove gli fu infine permesso di restare.
Piccolo Lupo in seguito divenne un ricognitore dell'esercito statunitense sotto al generale Nelson Miles.
Negli ultimi anni visse nella riserva indiana dei Cheyenne settentrionali, dove morì nel 1904. Fu sepolto nel cimitero di Lame Deer.

 

  

Buon Modellismo a Tutti

Stefano Bettin

Arado Ar.234B-2/N "Blitz" - Kit Hasegawa - Scala 1/48

Kommando Bonow, velivolo pilotato dal Oblt. Kurt Bonow, di base in Germania ad Oranienburg nel marzo del 1945.

Il progetto (curato da Walter Blume e Hans Rebeski) prese il via nei primi mesi del 1941 e consisteva in un monoplano ad ala alta con i motori (due dei nuovi motori a reazione Junkers Jumo 004 in fase finale di sviluppo) alloggiati in gondole poste sotto le semiali. La cabina di pilotaggio era completamente vetrata e situata all'estrema prua della snella fusoliera. Queste caratteristiche portarono a considerare inizialmente l'utilizzo di un sistema per il decollo basato su un supporto triciclo sganciabile, mentre l'atterraggio sarebbe avvenuto su pattini montati sul ventre della fusoliera e sotto le gondole dei motori.
Il ritardo nella consegna dei primi motori, malgrado due prototipi dell'aereo fossero già stati completati tra la fine del 1941 e l'inizio del 1942, fece sì che il primo volo potesse avere luogo solo nel giugno del 1943.

  

  

  

Fin dai primi tempi l'Ar 234 mostrò eccellenti caratteristiche di volo mentre non si manifestarono grossi difetti. I prototipi (Versuch) V6 (W.-Nr.130 006, GK+IW) e V8 (W.-Nr.130 008, GK+IY), vennero dotati sperimentalmente di 4 motori BMW 003 A-0, posizionati rispettivamente in quattro gondole singole o due gondole accoppiate. Anche successive versioni furono progettate con questa configurazione per incrementarne le prestazioni. Nel marzo del 1944 volò il prototipo V9 (W.-Nr.130 009, PH+SQ), le cui caratteristiche furono quelle utilizzate per la serie di maggiore produzione (la Ar 234 B) che, per la prima volta, era munita di carrello di atterraggio retrattile, di tipo triciclo anteriore.

  

  

Dotati di motori Junkers Jumo 004 B, i primi Ar 234 furono consegnati ai reparti operativi a partire dal giugno 1944.
Sia come bombardiere, sia come ricognitore, era quasi impossibile da intercettare per i caccia alleati ma, come tutti i velivoli tedeschi costruiti nella fase finale della seconda guerra mondiale, entrò in scena troppo tardi per cambiare il corso del conflitto. Un Arado 234 fu l'ultimo aereo della Luftwaffe a volare sull'Inghilterra, nell'aprile 1945.

  

  

  

Sebbene ostacolati dalla carenza di carburante, questi aerei giocarono un ruolo importante su tutti i fronti europei durante gli ultimi mesi del conflitto. In totale vennero consegnati 210 esemplari escludendo i prototipi, le versioni con quattro motori e un esemplare rimasto incompiuto che avrebbe dovuto avere un'ala più ampia.
Comunemente conosciuto come Blitz (lampo in tedesco), in realtà l'appellativo era da riferire solamente alla versione B-2 da bombardamento e non è chiaro se fosse stato formalmente applicato oppure semplicemente derivato dalla contrazione del termine informale "Blitz-Bomber" (traducibile come "bombardiere lampo"). Il termine alternativo con cui si trova anche definito, Hecht ("luccio"), deriva dalla denominazione di una delle unità equipaggiate con il Ar 234, Sonderkommando Hecht.

  

  

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

VK 168.01 (P) - Kit Takom - Scala 1/35

Progetto tedesco per un carro pesante. Germania 1942.

Il Vk 168.01 (P) era un carro armato super pesante basato su una fase intermedia dello sviluppo del "Maus", nello specifico il progetto K.33384, datato 5 ottobre 1942. Nell'estate del 1942, la Porsche ricevette una specifica per un veicolo rivoluzionario con l'armamento più potente e la corazzatura più spessa possibile per tale classe. Il VK 168.01 rappresentava l'ulteriore sviluppo del progetto Mäuschen. La differenza principale era la disposizione frontale della torretta. Il progetto non andò oltre la fase di progettazione.

  

Il 5 ottobre 1942 la Porsche presentò prospetto. Il 28 ottobre il progetto K.3384 era pronto. La massa del carro armato era stata aumentata di 10 tonnellate rispetto alla versione di fine giugno. La sagoma del carro armato venne modificata radicalmente, conferendogli un nuovo design che sarebbe stato poi ripreso nella versione finale del "Maus". La nuova torretta è dotata di un anello più grande la quale venne posizionata nella parte anteriore del carro. Lo scafo assomigliava a una scatola con corazza anteriore e posteriore inclinate, mentre i lati diventavano verticali. Nello scafo era presente un nuovo supporto per mitragliatrice.

  

Grazie allo scafo più lungo e pesante, vi erano 8 ruote per lato. Per facilitare il movimento, un set di due cingoli montati parallelamente, aumentano la superficie di appoggio, sostituendo così il cingolo singolo più stretto, come sul Vk 40.01 (P). Il VK 168.01 (P) giustifica pienamente la sua classificazione nella classe dei carri armati superpesanti. Il davanti era protetto da una corazza da 180 mm a livello dello scafo e da 230 mm a livello della torretta. All'epoca, quasi nessun proiettile anticarro era in grado di penetrare una simile corazza. Grazie ai suoi robusti lati, dotati di schermi aggiuntivi che coprivano i doppi binari, il VK 168.01 (P) riusciva ad assorbire i danni in modo ancora più efficace, effettuando uno spostamento obliquo. Lo stesso valeva per la torretta

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Paolo Baldoin "Paul Stainer"

 

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