AMX Ghibli Black Cats

AMX 51-43, con MM.7178 del “Black Cats" Group dell’A.M.I.

durante la missione ISAF con base ad Herat AB in Afghanistan nel 2011.

(kit Italeri - Scala 1/72)

Gli AMX dell'Aeronautica Militare, basati a Herat durante la missione ISAF, hanno svolto ruoli di attacco e ricognizione, specializzandosi nella distruzione di infrastrutture talebane come ripetitori radio. Hanno partecipato a missioni di supporto, come il salvataggio di un convoglio americano nel 2012, bombardando le posizioni dei talebani. L'ultima missione operativa degli AMX in Afghanistan è avvenuta nel maggio 2014, con la distruzione di un ripetitore radio nel distretto di Gulistan.

ANSA – Dal 2009, l'anno in cui sono arrivati ad Herat, i caccia AMX italiani hanno compiuto oltre 2.600 sortite sui cieli dell'Afghanistan, facendo foto ad oltre 6.500 bersagli, alcuni dei quali sono stati neutralizzati. Ora i 'Black Cats', questo il nome dato al task group.

Inizialmente comandati da maggiore Alberto Faccin, sostituito poi dal maggiore Antonio Vicolo.

Il compito principale affidato ai 'Black Cats' è di fornire supporto aereo ravvicinato alle forze della missione Isaf della Nato e a quelle afgane nel settore della sicurezza, attraverso l'utilizzo dei cacciabombardieri Amx, "assetti al momento indispensabili – sottolineano al comando del contingente italiano – ma non in possesso dalle forze militari afgane". 

I velivoli italiani hanno svolto numerose missioni operative, tra supporto aereo ravvicinato e ricognizione tattica, "dimostrando grande versatilità e affidabilità sia in missioni diurne che notturne". 

Il task group "Black Cats", spiegano dal quartier generale di Herat, "ha acquisito più di 6.500 target, fotografando diverse migliaia di chilometri della rete stradale e fornendo una cornice di sicurezza estremamente importante per il personale della missione Isaf che svolge sul terreno operazioni anche in aree ad elevato rischio".

colorazione:

Interni Light Gray FS36496 Gunze H338

Esterno Light Gost Grey FS36375 AK RC252

Esterno in FS 36280

Buon Modellismo a Tutti

Cimarosti Roberto

Cavaliere Templare in Gerusalemme

Busto in resina 1/10

L’Ordine del Tempio affonda le sue radici nel contesto delle Crociate. Per i cristiani dell’XI secolo, Gerusalemme era il centro del mondo, la città santa che ospitava la Tomba di Cristo e il ricordo di grandi momenti della sua vita. I pellegrinaggi si sono sviluppati fin dall’anno 1000, ma sono stati sempre più minacciati quando i turchi selgiuchidi, recentemente convertiti all’Islam, hanno invaso l’Asia Minore.

Dal 1049 in poi hanno dominato l’Iran, l’Iraq, la Siria e l’Armenia. Nel 1071, schiacciarono l’esercito bizantino. La strada per Gerusalemme sfuggì poi al controllo cristiano di Bisanzio. Nel 1095, al Concilio di Clermont, Papa Urbano II, un Champenois, fece appello ai cavalieri d’Occidente per liberare Gerusalemme. Si impegnano in modo massiccio sotto gli ordini di Godefroy de Bouillon. I crociati conquistarono Antiochia nel 1098 e Gerusalemme nel 1099, poi Cesarea nel 1101, San Giovanni d’Acri nel 1104, Tripoli nel 1108… Mentre la stragrande maggioranza dei cavalieri tornavano alle loro roccaforti occidentali, i pellegrini continuavano ad affollarsi ma, avvicinandosi a Gerusalemme, la loro sicurezza rimaneva minacciata.

La nascita dell'ordine si colloca nella Terrasanta al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096. In quell'epoca le strade della Terrasanta erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, che venivano spesso assaliti e depredati. Per difendere i luoghi santi e i pellegrini, nacquero diversi ordini religiosi. Intorno al 1119 un gruppo di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell'ordine templare dopo essersi staccato dall’obbedienza al Priore dei Canonici regolari del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dandosi il compito di assicurare l'incolumità ai numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme.

Nell'immaginario popolare la figura dei templari rimane controversa a causa delle tante leggende nate tra il XVIII e il XIX secolo che parlano di strani riti e di un legame con la massoneria (nata circa 400 anni dopo la sospensione dell'ordine). In realtà queste leggende sono frutto dell'immaginario collettivo dei movimenti culturali dell'illuminismo, del romanticismo e della massoneria, che per attaccare la Chiesa cattolica hanno dipinto l'ordine dei templari in maniera così fosca senza aver condotto degli accurati studi storici.

In epoca recente tutti questi falsi miti sono stati sconfessati dagli atti del processo, che sono stati studiati a fondo e hanno rivelato che in realtà le accuse erano montate ad hoc sulla base di confessioni estorte con la tortura dall'inquisizione francese, che a sua volta era stata manipolata da Guglielmo di Nogaret, guardasigilli di Filippo il Bello, per permettere al re di impossessarsi degli ingenti averi appartenenti all'ordine del Tempio e per sanare l'enorme debito contratto dal re di Francia nei confronti dell'ordine stesso. Infatti la legge canonica del tempo prevedeva che chi veniva accusato di eresia perdesse tutti i crediti contratti e tutti i propri averi. 

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Zanetti Maurizio

Apache HA-64D/DJ - Kit Academy - Scala 1/144

Elicottero d'attacco

Il Boeing AH-64 Apache è un elicottero d'attacco sviluppato negli Stati Uniti d'America a partire dagli anni settanta. Utilizza un rotore principale e uno di coda, entrambi a quattro pale. L'elicottero è stato concepito come bimotore biposto in tandem, per l'impiego in missioni anticarro, assalto, scorta e caccia anti-elicottero, da svolgere in ogni condizione di tempo e di luce. L'armamento principale è costituito da un cannone automatico M230 Chain Gun calibro 30 mm.

Può venire equipaggiato con una combinazione di missili anticarro, razzi e missili aria-aria agganciati alle alette laterali.

 

L'Apache è il principale elicottero d'attacco dell'esercito degli Stati Uniti e il successore del Bell AH-1 Cobra. Fu progettato dalla Hughes Helicopters per soddisfare i requisiti del programma "elicottero d'attacco avanzato" (in inglese AAH o Advanced Attack Helicopter) varato dall'U.S. Army nel 1972. In seguito, la McDonnell Douglas acquisì la Hughes Helicopters e continuò lo sviluppo dell'AH-64, ottenendo l'AH-64D Apache Longbow. Al termine di varie vicende societarie, il progetto è stato acquisito dalla Boeing Defense, Space & Security che ne continua la produzione per le esigenze statunitensi e per l'esportazione verso altri paesi.

Gli Apache hanno visto il primo impiego operativo in battaglia in occasione dell'impegno dell'U.S. Army durante l'invasione di Panamá del 1989. Altri impieghi bellici dell'elicottero da parte dell'esercito statunitense sono stati la guerra del Golfo del 1991, la guerra del Kosovo nel 1999, la guerra in Afghanistan del 2001 e la guerra in Iraq del 2003. Gli AH-64 israeliani hanno partecipato a tutte le principali operazioni militari del proprio paese a partire dagli anni novanta.

Nel 1981, i tre AH-64A di preserie furono consegnati all'U.S. Army per i collaudi definiti Operational Test II. La campagna di prove svolte dall'esercito diede risultati positivi, ma si decise comunque di portare i motori allo standard T700-GE-701, potenziandoli fino a 1 690 shp (1 259 kW).[5] Verso la fine del 1981, venne assegnato all'AH-64 il nome "Apache", in continuità con la tradizione statunitense di utilizzare i nomi delle tribù native americane per gli elicotteri militari. Alla Hughes fu data l'approvazione per l'avvio della produzione di serie nel 1982. L'anno successivo, nel 1983, il primo elicottero di produzione fu presentato al pubblico presso lo stabilimento di Mesa, in Arizona. Il 2 gennaio 1984 entrò in servizio il primo degli Apache facenti parte dell'ordine iniziale di undici unità.[8] Lo stesso mese, la Hughes fu comprata dalla McDonnell Douglas per 470 milioni di dollari. Successivamente la divisione elicotteri divenne parte della Boeing, a seguito dell'incorporazione della McDonnell Douglas nel colosso aerospaziale avvenuta nell'agosto 1997.

All'epoca delle prime consegne nel gennaio 1984, l'incremento del costo complessivo (flyaway cost) dell'AH-64A rispetto alle stime iniziali fu valutato in 7,03 milioni di dollari; in altre parole, il costo medio di un singolo esemplare, calcolato dividendo il totale dei costi per il numero degli elicotteri in ordine, era arrivato a circa 13,9 milioni di dollari.

Durante la metà degli anni ottanta, la McDonnell Douglas studiò una versione migliorata, designata AH-64B, caratterizzata da un cockpit aggiornato, nuovi sistemi di controllo del tiro e altre migliorie; nel 1988 vennero approvati i finanziamenti per un programma di aggiornamento da articolare in varie fasi. L'aggiornamento avrebbe dovuto riguardare i sensori, i sistemi avionici d'arma e l'integrazione di alcuni sistemi in tecnologia digitale, ma, nel frattempo, divennero disponibili nuove tecnologie e si decise di cancellare questo programma di aggiornamento per intraprenderne un altro più ambizioso. La decisione avrebbe portato alla realizzazione di un modello più evoluto, l'AH-64D Apache Longbow, verso la metà degli anni novanta.

Il costo totale del programma AH-64D calcolato all'aprile del 2007 è stato di 10,5 miliardi di dollari.

Fonti Wikipidia.

 

 

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Enrico Maina "Coach"

North American F-100 Super Sabre - Kit Trumpeter - Scala 1/32

 

F-100D 65 NA (56-3022) 77 20 TFW dell'USAF

 

Il North American F-100 Super Sabre, soprannominato amichevolmente hun dai suoi piloti , era un monomotore a getto ad ala a freccia impiegato nei ruoli di aereo da caccia-cacciabombardiere prodotto dall'azienda statunitense North American Aviation negli anni cinquanta ed impiegato principalmente dall'USAF , specialmente durante la guerra del Vietnam.

È stato il primo caccia statunitense a raggiungere il regime supersonico in volo orizzontale , primato mondiale che contese al sovietico MiG-19 , ed il primo caccia della "Century Series" sebbene non fosse un progetto totalmente originale: derivava prevalentemente dalle ultime versioni del FJ Fury , dotato di un motore di maggiori capacità di spinta. L'F-100 era un aereo assai complesso, afflitto da vari problemi tecnici, ma costituì per piloti ed ingegneri una preziosa esperienza nel progettare macchine supersoniche sofisticate e leggere, con scocca in alluminio. Prodotto in oltre 2.000 esemplari, volò per la prima volta nel 1953 e gli ultimi esemplari vennero radiati negli anni ottanta.

Venne impiegato anche nelle aeronautiche militari di Danimarca, Taiwan e Turchia.

L'F-100 era un aereo assai complesso , afflitto da vari problemi tecnici , ma costituì per piloti ed ingegneri una preziosa esperienza nel progettare macchine supersoniche sofisticate e leggere , con scocca in alluminio. Prodotto in oltre 2.000 esemplari , volò per la prima volta nel 1953 e gli ultimi esemplari vennero radiati negli anni ottanta. Venne impiegato anche nelle aeronautiche militari di Danimarca, Taiwan e Turchia.

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Capurso Mario

Cessna A-37B Dragonfly - Kit Academy - Scala 1/72

Dragonfly del 8th SOS del 14th SOW dell’USAF, sulla Bien Hoa AB in Vietnam nel 1970.

Il Cessna A-37 Dragonfly è un aereo da attacco al suolo leggero biposto, bimotore a getto, prodotto dall'azienda statunitense Cessna Aircraft Company negli anni sessanta.
Sviluppato dall'addestratore T-37 Tweet, venne utilizzato in combattimento durante la guerra del Vietnam dall'United States Air Force e dalla sudvietnamita Không Quân Việt Nam e rimane ancora in servizio operativo in alcune forze aeree mondiali.

  

La guerra nel teatro del sudest asiatico, tuttavia, continuava ad evolversi. La perdite di Douglas A-1 Skyraider nelle forze aeree statunitense e sudvietamita si rivelarono più pesanti del previsto e la necessità di trovare un adeguato rimpiazzo riaccesero l'interesse USAF per un aereo COIN. Lo YAT-37D sembrava il candidato più idoneo per questo compito, tuttavia l'Air Force ritenne che l'unico modo per esserne certi fosse quello di valutare l'aereo in combattimento.

  

  

Nelle missioni di "forward air control (FAC)" l'equipaggio era composto da due persone, con il secondo posto occupato da un osservatore, mentre nelle missioni di supporto aereo ravvicinato era normalmente condotto dal solo pilota, cosa che permetteva anche un lieve incremento del carico bellico.

Come risultato l'USAF sottoscrisse un contratto con la Cessna per un primo lotto consistente in 39 YAT-37D di preproduzione, che introducendo alcune piccole modifiche rispetto ai prototipi, era possibile ricavare dalla conversione di T-37B già prodotti. Questi esemplari vennero inizialmente identificati come AT-37D, ma la designazione venne velocemente cambiata in A-37A. Il secondo prototipo YAT-37D venne quindi reintegrato e inviato dall'Air Force Museum alla Cessna per essere aggiornato allo standard A-37A come parte di un programma di prove.

  


L'A-37A era caratterizzato da un peso a pieno carico al decollo di 5 440 kg (12 000 lb) dei quali 1 230 kg (2 700 lb) consistevano in armamenti, e manteneva il doppio comando del precedente T-37B così da poterlo impiegare anche come addestratore avanzato.
Nelle missioni di "forward air control (FAC)" l'equipaggio era composto da due persone, con il secondo posto occupato da un osservatore, mentre nelle missioni di supporto aereo ravvicinato era normalmente condotto dal solo pilota, cosa che permetteva anche un lieve incremento del carico bellico.

  

  

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Roberto Cimarosti "Cima"

Khalgrim Storm Hammer

Figurino 35 mm

Khalgrim Storm Hammer è un temibile soldato nano, generalmente vestito con l'armatura completa, viene rappresentato generalmente con scudo e martello, sempre pronto a combattere, con carattere irascibile e sempre disponibile per la lotta.

Un tempo si faceva chiamare Khalgrim Gunnarson, ma dopo che la sua città è stata distrutta dai goblin, ha dovuto nascondersi e ottenere un nuovo set di abilità e armatura allo scopo di riprendersi la sua casa.

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Andrea Masiero

Messerschmitt Bf.109G-14 - Kit Eduard - Scala 1/48

Messerschmitt Bf.109G-14 della 5^Sqd del 2° Gruppo dell'A.N.R. pilota maggiore Bellagambi, basata ad Osoppo nel marzo 1945.

Mario Bellagambi (Firenze, 14 settembre 1915 – Firenze, 25 luglio 2001) fu un pilota della Regia Aeronautica assegnato alla specialità Caccia, partecipò alla Guerra civile spagnola e alla seconda guerra mondiale dove divenne un asso dell'aviazione con 14 vittorie. Decorato di tre Medaglie d'argento al valor militare e della Croce di Ferro di I e II classe tedesca.

  

  

Dopo poco più di tre anni di guerra nelle file della Regia Aeronautica, con all'attivo due vittorie aeree confermate, la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943 lo colse sull'aeroporto di Torino-Caselle, ed egli decise di aderire alla neocostituita Aeronautica Nazionale Repubblicana, entrando a far parte del 2º Gruppo caccia "Gigi Tre Osei". Tale reparto era comandato dal colonnello Vizzotto, e si trovava di stanza presso l'aeroporto di Bresso. Verso la fine dell'anno riprese a volare sfruttando la disponibilità di alcuni velivoli Fiat G.55 Centauro, Reggiane Re.2000 e Aermacchi C.202 Folgore. Nel marzo 1944 il Gruppo divenne ufficialmente operativo sotto il comando del tenente colonnello Aldo Alessandrini, ed egli assunse il comando della 2ª Squadriglia "Diavoli Rossi". Dopo un breve periodo in cui volò sui G.55 il Gruppo fu riequipaggiato con velivoli Messerschmitt Bf 109G Gustav sulla base di Cascina Vaga (Pavia). Il reparto operò poi dalle basi di Villafranca, Aviano e Osoppo, schierandosi alternativamente su quelle di Ghedi, Lonate e Thiene.

  

Il 2º Gruppo terminò la sua attività bellica con il trasferimento da Aviano a Villafranca e ad Orio al Serio alla vigilia del 25 aprile 1945, ed a Orio al Serio apprese dalla fine della guerra. A quell'epoca egli era decorato con tre Medaglie d'argento al valor militare, con la Croce di Ferro di I e II classe ed era accreditato di 14 vittorie aeree, due ottenute con la Regia Aeronautica e dodici con l'A.N.R.
Sottoposto a processo di epurazione fu allontanato dall'aeronautica militare, ma rientrò in servizio attivo dopo quasi quattro anni con il grado di capitano.
Lascerà l'Aeronautica militare con il grado di Generale di Brigata.

  

  

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Francesco Sfriso "Kekko"

English Electric Lightning F.3 - Kit Trumpeter - Scala 1/32

E.E. Lightning F.3 (XR711)  del 111° Squadron della RAF di base a Wattisham in GB nel 1965.

L'English Electric Lightning (Fulmine), successivamente BAC Lightning, è stato un caccia intercettore britannico supersonico, in servizio presso la RAF principalmente tra gli anni sessanta e settanta; gli ultimi esemplari furono radiati dall'11° Squadron nel 1988.
Quest'aereo era rinomato principalmente per la sua velocità (era capace di volare a velocità supersoniche senza ricorrere al postbruciatore), la rapidità di salita in quota (poteva salire a 15.000 m in meno di un minuto), l'agilità di manovra e trovò impiego, oltre che nella RAF, anche presso l'aviazione saudita e quella del Kuwait (Kuwait Air Force).

  

  

Il primo prototipo, il P.1, volò per la prima volta il 4 agosto 1954 dalla base RAF di MoD Boscombe Down, nello Wiltshire. Al terzo volo, l'11 del mese, il pilota riuscì a spingerlo oltre Mach 1, nonostante i motori, due Armstrong Siddeley Sapphire Sa.5, fossero sprovvisti di postbruciatore.
Il secondo prototipo, il P.1A, fu presentato al pubblico durante il Farnborough Air Show del 1955. Il P.1A era semplicemente un P.1 con cannoncino da 30mm e in seguito dotato di un'"escrescenza" ventrale, che incrementava la capacità del serbatoio.

  

Il primo Lightning entrò in servizio nel dicembre del 1959, presso la base RAF di Coltishall, nella contea di Norfolk: in realtà era un P1.B di preserie. I primi Lightning di serie (F Mark 1) furono consegnati, a partire dall'anno successivo, al 74° Squadron in sostituzione degli Hawker Hunter. Vista la difficoltà di pilotare un aereo così innovativo, nel 1961 fu fatta entrare in linea una versione (T Mk.1) da addestramento biposto della F Mk.1.
Il Lightning uscì di produzione nel dicembre 1969, ma rimase in servizio presso la RAF fino alla sua ufficiale radiazione il 30 luglio 1988. Fu rimpiazzato principalmente dai Tornado, ma anche dagli F-4 Phantom.

  

  

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Mario Capurso

X-Wing Starfighter - Kit Bandai - Scala 1/144

Alleanza Ribelle

Il T-65 X-Wing Starfighter (meglio conosciuto come X-wing, tradotto in Italiano come caccia Ala-X) è un caccia immaginario presente nell'universo di Guerre stellari. Viene utilizzato principalmente come intercettore e per il combattimento aereo dall'Alleanza Ribelle e dalla Nuova Repubblica. Durante la battaglia di Yavin, Luke Skywalker usò uno X-wing per distruggere la Morte Nera.

  

Così chiamato poiché con le ali aperte in modalità di attacco assume una forma simile a una 'X' se visti dal retro, l'X-wing è un caccia ben manovrabile e dotato di quattro cannoni laser Taim & Bak montati sulle ali, e di due tubi per missili a protoni nella fusoliera. Ha la possibilità di raggiungere l'iperspazio essendo equipaggiato di un'iperguida di classe 1.

  

  

Il caccia ha due modalità di volo: una nella quale le ali sono "piatte" e un'altra nella quale le ali sono estese in "posizione di attacco", offrendo ai laser montati alle estremità una maggiore area di fuoco. Privi di un computer di navigazione, sfruttano un astrodroide della serie R2 alloggiato in un apposito compartimento per i calcoli del salto a velocità luce. La presenza di un dispositivo iperguida e di uno scudo deflettore differenziano gli X-wing dai caccia TIE imperiali, enfatizzando l'importanza per la Ribellione che i piloti sopravvivano alla loro missione.

  

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Andrea Masiero

German 12.8 Kannone bzw.44 - Kit Trumpeter - Scala 1/35

Fronte Orientale 1944.

Il 12,8 cm Panzerabwehrkanone 44, abbreviato in 12,8 PaK 44, era un cannone controcarri pesante tedesco della seconda guerra mondiale.
Il calibro da 128 millimetri fu scelto grazie alla disponibilità delle attrezzature impiegate per la produzione di cannoni navali in tale calibro. La progettazione fu assegnata alla Rheinmetall-Borsig e dalla Krupp. I primi prototipi furono consegnati per le prove alla fine del 1944. Il progetto della Rheinmetall era un derivato del cannone contraereo 12,8 cm FlaK 40, mentre la Krupp decise di progettare un'arma completamente nuova. Dopo i test iniziali il progetto Rheinmetall venne abbandonato e continuò lo sviluppo del solo modello Krupp, che entrò in produzione nel 1944. Tuttavia la Wehrmacht si rese presto conto che un cannone anticarro trainato del peso di 10 tonnellate era ingestibile e la produzione venne quindi interrotta.

  

Circa 50 bocche da fuoco furono utilizzate su affusti esistenti. Le armi che utilizzavano l'affusto GPF-T di preda bellica francese furono designati K 81/1, mentre quelle su affusto ex-russo erano i K 81/2. Entrambi i modelli erano trainati e troppo pesanti ed ingombranti per essere rapidamente schierati.
Nel 1943 si rese necessario un cannone pesante per armare il cacciacarri pesante Jagdtiger. Il PaK 44 finì per diventare l'armamento principale standard del cacciacarri pesante, oltre ad essere la prevista arma principale per la maggior parte dei futuri modelli di carro pesante in fase di sviluppo durante i mesi finali della seconda guerra mondiale, come il Panzer VIII Maus e il Panzer E-100.

  

  

L'arma anticarro trainata e quelle installate sui carri subirono numerosi cambi di denominazione. Erano conosciute indifferentemente come "K 44", "PaK 44", "K 81", "PaK 80" e "PjK 80".
I tedeschi indicavano i prototipi provvisoriamente con il numero 8 seguito da una seconda cifra. Quindi K 81, PaK 80 e PjK 80 sono da considerarsi nomi provvisori. Quando il pezzo fu accettato in servizio, furono adottate le denominazioni definitive K 44 e PaK 44: i due pezzi erano identici e differivano soltanto per l'impiego operativo.

  

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

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