Panavia Tornado IDS - Revell - 1/72

  18 Marzo 2013

Panavia Tornado IDS - kit Revell - scala 1/72

6° Stormo - Ghedi 

STORIA 

Il programma Tornado affonda le sue radici nella metà degli anni sessanta, quando varie nazioni europee si ritrovarono nella necessità di sviluppare una nuova generazione di aerei da combattimento ad elevate prestazioni.

In quegli anni, sulla base dei principi che venivano messi a punto in USA e che inevitabilmente influenzavano i requisiti operativi dei paesi NATO, si andavano affermando alcune filosofie: i nuovi aerei da attacco in profondità (interdizione e strike) dovevano affidare alla bassa quota e alla elevata velocità la loro capacità di sopravvivere nei confronti dei sistemi missilistici antiaerei; la tecnologia dell'ala a geometria variabile prometteva di consentire la realizzazione di aerei da combattimento pienamente multiruolo e con ottimali caratteristiche di volo in un'ampia gamma di profili di quota e velocità.

L'idea fu quindi quella di creare un programma comune, che inizialmente coinvolgeva, oltre alle nazioni citate, anche il Canada, l'Olanda e il Belgio. Questi ultimi tre paesi, però, si ritirarono dal progetto, e furono quindi Inghilterra, Germania e Italia a firmare, nel 1969, l'accordo che creava il consorzio industriale destinato a sviluppare il nuovo aereo, la Panavia.

Il programma prese il nome di MRCA (Multi Role Combat Aircraft) e avrebbe dovuto portare allo sviluppo di due varianti: il caccia Panavia 100, monoposto, destinato principalmente alla Germania e all'Italia, e il bombardiere Panavia 200, biposto, destinato all'Inghilterra e all'aviazione navale tedesca.

Il Tornado è un velivolo biposto, con pilota e navigatore, bimotore, con ala alta a freccia ed a geometria variabile, deriva verticale singola di ampie dimensioni, prese d'aria laterali di disegno sofisticato.

L'aereo è progettato per volare a bassissima quota a velocità supersoniche (Mach 1.2) ma è capace di prestazioni bisoniche ad alta quota.

La capacità del Tornado di volare a bassissima quota e ad alta velocità è una capacità effettiva e non teorica.

Molto spesso, infatti, le schede tecniche di molti aerei da combattimento, caccia compresi, riportano la capacità di volare a “Mach 1.2 sul livello del mare”.

Il prototipo dell'MRCA, denominato P-01 volò la prima volta il 14 agosto del 1974. Un mese più tardi l'MRCA assunse la designazione definitiva di “Tornado”.

In Italia, il Tornado continua a costituire la punta di lancia della componente di attacco dell'AMI, ed è in servizio con il 6° Stormo di Ghedi (strike e conversione operativa),  il 50° Stormo di Piacenza (ricognizione e SEAD) ed il 36° Stormo di Gioia del Colle (strike e attacco antinave).

IL MODELLO

La scatola è prodotta dalla Revell e si distingue per il colore nero dello sprue, poiché il modello è inizialmente dedicato alla costruzione di uno special color della Luftwaffe, è possibile pure rappresentare un altro esemplare sempre dell’aviazione tedesca, ma possedendo un ottimo foglio decals della Tauro model ho deciso di costruirlo con le insegne italiane per partecipare alla campagna di Modellismo+ dedicata al 6° Stromo di Ghedi; complice pure una splendida visita alla base ho deciso di rappresentare un modello toccato “con mano” durante la permanenza nella base bresciana.

  

Ho utilizzato per l’abitacolo il set di fotoincisioni della Eduard dedicato al Tornado Gr.1 dell’Hasegawa e devo dire che in futuro eviterò di ripetere lo stesso errore, dato che le imprecazioni per farlo ben aderire alla vasca del Revell non sono state poche.

La plastica è finemente incisa in negativo ed è ben dettagliata

Non ho incontrato particolari difficoltà nel montaggio….fino a quando ho dovuto assemblare la sezione del cockpit col troncone ali/deriva…sinceramente non so perché alcuni produttori, Revell appunto ma anche Hasegawa, decidano una separazione del genere. Ovviamente ho dovuto lavorare non poco con lo stucco, ma alla fine la soluzione è stata accettabile.

 

  

Altro punto delicato è il meccanismo delle ali a geometria variabile, ma con i dovuti accorgimenti tutto è filato liscio.

Grazie all’ottimo servizio clienti della Revell che mi ha inviato i trasparenti poiché mancanti nella confezione.

  

COLORAZIONE

Dopo una mano di primer tamiya per verificare problemini vari, sono passato alla stesura a pennello del monogrigio GRIGIO  CHIARO  -   F.S.  36280 con il colore LIFECOLOR 034 tranne oviamente il radome colorato in nero opaco.

  

Una mano di future e via con stencils e decals, anche se lo ammetto non sono riuscito proprio ad applicare tutto l’applicabile, in 1/72 certi stencils sono proprio microbici…

Altra mano di future per il fissaggio decals e via con una copiosa sporcatura delle pannellature con la tempera e il carboncino, quindi un ultimo fissaggio col trasparente opaco.

  

  

L’aereo è presentato con la “biancheria esposta” come ho potuto vedere chiaramente a Ghedi.

Montaggio sicuramente piacevole nel complesso, ma un’altra volta faccio lo special colour J

  

  

Buon modellismo!!

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