Republic F-84G Thunderjet - Tamiya- 1/72

  07 Febbraio 2014

Republic F-84G Thunderjet - kit Tamiya - scala 1/72

Pattuglia Acrobatica "Guizzo" / 5^ Aerobrigata dell'A.M.I

STORIA

Il monoreattore monoposto dalle prestazioni transoniche che volò per la prima volta il 28 febbraio 1946, il “Thunderjet”, fu uno dei cacciabombardieri maggiormente impiegati durante la guerra di Corea. Ne furono costruiti più di 4.400 esemplari, ¾ dei quali assegnati alle forze NATO;

 

L’Italia ricevette, a partire dal maggio 1952, ben 254 “Thunderjet”, divenuti presto il simbolo per l’Aeronautica Militare dell’avvenuta adesione del nostro paese all’Alleanza Atlantica. L’entrata in linea degli F-84G coincide con una fase cruciale della ricostruzione dell’Aeronautica Militare che, a fronte delle nuove esigenze operative scaturite dagli impegni in ambito NATO, era impegnata non solo ad acquisire nuovi velivoli, ma anche ad adeguare il settore della formazione e dell’addestramento, delle tattiche e delle procedure d’impiego nonché a trasformare, spesso radicalmente, le infrastrutture. Primo velivolo dell’Aeronautica Militare in grado di trasportare un ordigno nucleare tattico, l’F-84G fu utilizzato prevalentemente come cacciabombardiere convenzionale e strike. Primi ad esserne equipaggiati furono il 5° Stormo, ancora di stanza sulla base di Villafranca (Verona), il 51° Stormo di Aviano (Pordenone) e il 6° Stormo di Ghedi (Brescia). Entro breve tempo il 5° e il 51° Stormo – nel frattempo divenuta 51^ Aerobrigata – si trasferirono nelle nuove sedi di Rimini ed Istrana (TV). Di “Thunderjet” fu quindi dotata anche la Sezione Aerofotografica del 3° Stormo che, per compiti di ricognizione, utilizzò alcuni F-84G provvisti di fotocamere, alloggiate nel serbatoio alare sinistro. Con quattro F-84G ciascuna furono equipaggiate anche due pattuglie acrobatiche: i “Getti Tonanti” del 5° Stormo (1953) e le “Tigri Bianche” del 51° Stormo (1956). Progressivamente sostituiti dai Republic F-84F “Thunderstreak” e, nel ruolo di ricognitori, dai Republic RF-84F “Thunderflash”, gli F-84G furono radiati a partire dal 1956 e successivamente demoliti.

Il monoreattore monoposto dalle prestazioni transoniche che volò per la prima volta il 28 febbraio 1946, il “Thunderjet”, fu uno dei cacciabombardieri maggiormente impiegati durante la guerra di Corea. Ne furono costruiti più di 4.400 esemplari, ¾ dei quali assegnati alle forze NATO; l’Italia ricevette, a partire dal maggio 1952, ben 254 “Thunderjet”, divenuti presto il simbolo per l’Aeronautica Militare dell’avvenuta adesione del nostro paese all’Alleanza Atlantica. L’entrata in linea degli F-84G coincide con una fase cruciale della ricostruzione dell’Aeronautica Militare che, a fronte delle nuove esigenze operative scaturite dagli impegni in ambito NATO, era impegnata non solo ad acquisire nuovi velivoli, ma anche ad adeguare il settore della formazione e dell’addestramento, delle tattiche e delle procedure d’impiego nonché a trasformare, spesso radicalmente, le infrastrutture. Primo velivolo dell’Aeronautica Militare in grado di trasportare un ordigno nucleare tattico, l’F-84G fu utilizzato prevalentemente come cacciabombardiere convenzionale e strike. Primi ad esserne equipaggiati furono il 5° Stormo, ancora di stanza sulla base di Villafranca (Verona), il 51° Stormo di Aviano (Pordenone) e il 6° Stormo di Ghedi (Brescia). Entro breve tempo il 5° e il 51° Stormo – nel frattempo divenuta 51^ Aerobrigata – si trasferirono nelle nuove sedi di Rimini ed Istrana (TV). Di “Thunderjet” fu quindi dotata anche la Sezione Aerofotografica del 3° Stormo che, per compiti di ricognizione, utilizzò alcuni F-84G provvisti di fotocamere, alloggiate nel serbatoio alare sinistro. Con quattro F-84G ciascuna furono equipaggiate anche due pattuglie acrobatiche: i “Getti Tonanti” del 5° Stormo (1953) e le “Tigri Bianche” del 51° Stormo (1956). Progressivamente sostituiti dai Republic F-84F “Thunderstreak” e, nel ruolo di ricognitori, dai Republic RF-84F “Thunderflash”, gli F-84G furono radiati a partire dal 1956 e successivamente demoliti.

LA PATTUGLIA “GUIZZO”

La pattuglia Guizzo che faceva parte della 5ª Aerobrigata aveva al suo interno elementi dei tre gruppi di volo della brigata (101°, 102° e 103° Gruppo) e prendeva nome dal nominativo radio del 103° Gruppo (attualmente montato su AMX presso la base di Istrana). Il suo programma di volo si ispirava a quello della pattuglia americana dell'USAF "Sky Blazers", i quali invitarono poi più tardi nel 1959 la pattuglia dei Diavoli Rossi negli Stati Uniti per un tour di manifestazioni aeree.

IL MODELLO

Era la prima volta che mi cimentavo con un Tamiya, volevo rilassarmi un po’ con un modello che, a detta di molti, “si monta agitando la scatola”, viste le ultime esperienze in campo modellistico a dir poco rocambolesche….

 

Ottima plastica, tutto in negativo e ben dettagliato, specie se si considera la scala…ma, con mio stupore, un po’ di stucco nella giunzione ali-fusoliera l’ho dovuto mettere! Si può rappresentare il vano dei cannoni aperto, e questo dà un tocco di movimentazione al soggetto.

 

Le decals consentono la rappresentazione di 2 soggetti USAF, ma ovviamente ho optato per rappresentarne uno in forza alla 5ª Aerobrigata.

 

 

Finito l’assemblaggio ho dato una mano di nero gunze su tutto il modello per far da base alla successiva colorazione con l’H8 Silver, provvedendo però a mascherare una piccola porzione di fusoliera dove ho steso un po’ dello stesso colore scurito poi da una velatura leggerissima di gun metal molto diluito per differenziare il pannello.

Ho dato una bella mano coprente di future e sono passato alla posa delle decals, gentilmente procurate da Cima che ringrazio, prodotte dalla Tauro.

 

 

Seconda mano di future e poi un leggero lavaggio col dark wash della Vallejo sulle linee delle pannellature, quindi fissaggio con l’ultima mano di future.

 

 

 

Modello molto interessante e piacevole da costruire, effettivamente Tamiya è un’altra cosa!

 

 

 

 

 

Buon modellismo a tutti!

 

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