MAINA ENRICO

MAINA ENRICO

Curtiss P-40C Pilot Charles Older

3rd PS Hell's Angels Maggio 1942 AVG Cina

Charles Herman Older (29 settembre 1917 – 17 giugno 2006) è stato un pilota di caccia americano, triplo asso dell'aviazione e giudice della corte superiore, rinomato per il suo servizio di combattimento con l'American Volunteer Group (AVG), noto come "Flying Tigers", durante la seconda guerra mondiale e per aver presieduto il processo di alto profilo del 1970-1971 a Charles Manson e ai suoi seguaci.

 

Si arruolò nella Riserva del Corpo dei Marines degli Stati Uniti e si addestrò come pilota presso la Stazione Aeronavale di Pensacola, ottenendo la nomina a sottotenente e la designazione di aviatore navale il 1 aprile 1940.

 

Older prestò servizio brevemente con il Marine Fighting Squadron One (VMF-1) prima di dimettersi dalla sua commissione nel luglio 1941 per unirsi all'AVG, un'unità di volontari formata sotto il capitano in pensione dell'esercito americano Claire Chennault per difendere la Cina e la Birmania dalle forze giapponesi.

Assegnato al 3° Pursuit Squadron, "Hell's Angels", Older arrivò in Birmania nell'ottobre del 1941 e pilotò il caccia Curtiss P-40 Warhawk. Sotto le tattiche innovative di Chennault, che enfatizzavano i punti di forza del P-40 contro i più manovrabili aerei giapponesi 

 

 Older ottenne la sua prima vittoria aerea il 23 dicembre 1941, vicino a Rangoon, e continuò a segnare 10 vittorie confermate prima che l'AVG si sciogliesse il 4 luglio 1942, affermandolo come il terzo asso con il punteggio più alto dell'unità e un doppio asso.

 

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Maina Enrico

Apache HA-64D/DJ - Kit Academy - Scala 1/144

Elicottero d'attacco

Il Boeing AH-64 Apache è un elicottero d'attacco sviluppato negli Stati Uniti d'America a partire dagli anni settanta. Utilizza un rotore principale e uno di coda, entrambi a quattro pale. L'elicottero è stato concepito come bimotore biposto in tandem, per l'impiego in missioni anticarro, assalto, scorta e caccia anti-elicottero, da svolgere in ogni condizione di tempo e di luce. L'armamento principale è costituito da un cannone automatico M230 Chain Gun calibro 30 mm.

Può venire equipaggiato con una combinazione di missili anticarro, razzi e missili aria-aria agganciati alle alette laterali.

 

L'Apache è il principale elicottero d'attacco dell'esercito degli Stati Uniti e il successore del Bell AH-1 Cobra. Fu progettato dalla Hughes Helicopters per soddisfare i requisiti del programma "elicottero d'attacco avanzato" (in inglese AAH o Advanced Attack Helicopter) varato dall'U.S. Army nel 1972. In seguito, la McDonnell Douglas acquisì la Hughes Helicopters e continuò lo sviluppo dell'AH-64, ottenendo l'AH-64D Apache Longbow. Al termine di varie vicende societarie, il progetto è stato acquisito dalla Boeing Defense, Space & Security che ne continua la produzione per le esigenze statunitensi e per l'esportazione verso altri paesi.

Gli Apache hanno visto il primo impiego operativo in battaglia in occasione dell'impegno dell'U.S. Army durante l'invasione di Panamá del 1989. Altri impieghi bellici dell'elicottero da parte dell'esercito statunitense sono stati la guerra del Golfo del 1991, la guerra del Kosovo nel 1999, la guerra in Afghanistan del 2001 e la guerra in Iraq del 2003. Gli AH-64 israeliani hanno partecipato a tutte le principali operazioni militari del proprio paese a partire dagli anni novanta.

Nel 1981, i tre AH-64A di preserie furono consegnati all'U.S. Army per i collaudi definiti Operational Test II. La campagna di prove svolte dall'esercito diede risultati positivi, ma si decise comunque di portare i motori allo standard T700-GE-701, potenziandoli fino a 1 690 shp (1 259 kW).[5] Verso la fine del 1981, venne assegnato all'AH-64 il nome "Apache", in continuità con la tradizione statunitense di utilizzare i nomi delle tribù native americane per gli elicotteri militari. Alla Hughes fu data l'approvazione per l'avvio della produzione di serie nel 1982. L'anno successivo, nel 1983, il primo elicottero di produzione fu presentato al pubblico presso lo stabilimento di Mesa, in Arizona. Il 2 gennaio 1984 entrò in servizio il primo degli Apache facenti parte dell'ordine iniziale di undici unità.[8] Lo stesso mese, la Hughes fu comprata dalla McDonnell Douglas per 470 milioni di dollari. Successivamente la divisione elicotteri divenne parte della Boeing, a seguito dell'incorporazione della McDonnell Douglas nel colosso aerospaziale avvenuta nell'agosto 1997.

All'epoca delle prime consegne nel gennaio 1984, l'incremento del costo complessivo (flyaway cost) dell'AH-64A rispetto alle stime iniziali fu valutato in 7,03 milioni di dollari; in altre parole, il costo medio di un singolo esemplare, calcolato dividendo il totale dei costi per il numero degli elicotteri in ordine, era arrivato a circa 13,9 milioni di dollari.

Durante la metà degli anni ottanta, la McDonnell Douglas studiò una versione migliorata, designata AH-64B, caratterizzata da un cockpit aggiornato, nuovi sistemi di controllo del tiro e altre migliorie; nel 1988 vennero approvati i finanziamenti per un programma di aggiornamento da articolare in varie fasi. L'aggiornamento avrebbe dovuto riguardare i sensori, i sistemi avionici d'arma e l'integrazione di alcuni sistemi in tecnologia digitale, ma, nel frattempo, divennero disponibili nuove tecnologie e si decise di cancellare questo programma di aggiornamento per intraprenderne un altro più ambizioso. La decisione avrebbe portato alla realizzazione di un modello più evoluto, l'AH-64D Apache Longbow, verso la metà degli anni novanta.

Il costo totale del programma AH-64D calcolato all'aprile del 2007 è stato di 10,5 miliardi di dollari.

Fonti Wikipidia.

 

 

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Enrico Maina "Coach"

Lavochkin La-5FN - Kit Zvezda - Scala 1/72

41° GvIAP della V-VS, di base in Russia nel 1944

Il Lavochkin La-5 (in caratteri cirillici Лавочкин Ла-5) fu un caccia monomotore ad ala bassa progettato dall'OKB 301 diretto da Semën Alekseevič Lavočkin e sviluppato in Unione Sovietica nei primi anni quaranta.

Inizialmente indicato come Lavochkin Gorbunov LaG-5, fu uno sviluppo migliorativo, essenzialmente basato sulla rimotorizzazione, del precedente LaGG-3. Venne impiegato principalmente dalla Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'aeronautica militare dell'Unione Sovietica, nelle fasi finali della seconda guerra mondiale, divenendo uno dei caccia più utilizzati e rimanendo operativo fino ai primi anni cinquanta.

  

I primi esemplari di LaG-5 furono consegnati nella primavera del 1942 ai reparti impegnati sul fronte finlandese; si trattava di macchine destinate principalmente ad una prima valutazione operativa del modello. I piloti (che fino ad allora avevano utilizzato gli I-16, i MiG-3 ed i LaGG-3) non ebbero particolari difficoltà nell'abituarsi al nuovo velivolo mentre particolare apprezzamento venne da parte dei reparti che curavano la manutenzione dei velivoli: la maggior semplicità del motore raffreddato ad aria e la capacità del velivolo di assorbire i colpi degli avversari vennero considerati una qualità considerevole, al fine di mantenere costantemente operative le macchine nel rigido clima finlandese e su un fronte vasto e difficile da rifornire con pezzi di ricambio e materiali di consumo.

  

I successi ottenuti ai danni dei velivoli finlandesi (che schieravano i Fokker D.XXI, i Morane-Saulnier MS.406 ed i Brewster F2A Buffalo) fecero in modo che i LaG-5 (e più tardi i primi La-5 completamente nuovi) sostituissero tutti i restanti velivoli sovietici sul fronte settentrionale, eccezion fatta per gli Yakovlev Yak-1.
Il primo impiego su vasta scala del La-5 si ebbe nell'inverno del 1942 nel corso della battaglia di Stalingrado, seguiti dopo poco dai velivoli della serie La-5F. Questa versione migliorata fu consegnata ai reggimenti di prima linea nel febbraio 1943. Il La-5F era in grado di confrontarsi con il Bf 109G-2 ed il Fw 190A-4 alla pari e a bassissima quota era addirittura più veloce. Una delle unità di maggior successo equipaggiata con il La-5F fu il Reggimento delle Guardie 5 GIAP, che svolse 3 802 missioni di combattimento rivendicando 128 abbattimenti per la perdita di 52 caccia. Nell'estate 1943, in occasione della battaglia di Kursk, giunsero ai reparti gli aerei della versione La-5FN.

  

I compiti cui vennero destinati i La-5 furono diversi ed andarono dalla scorta dei bombardieri alle missioni di attacco al suolo nelle quali non di rado, armati di bombe e razzi a carica cava, i Lavochkin affiancarono gli Ilyushin Il-2 Šturmovik fornendo loro, in un secondo tempo, la copertura contro eventuali attacchi nemici.
Tra i piloti che vantano i maggiori successi con il La-5 vi furono vari assi dell'aviazione, tra cui Ivan Nikitovič Kožedub e Aleksandr Ivanovič Pokryškin, per tre volte insigniti del titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, e Kirill Alekseevič Evstigneev che ottenne 52 abbattimenti ai comandi dei caccia di Lavochkin

  

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Enrico Maina "The Coach"

Boeing B-47 Stratojet - Kit Academy - Scala 1/144

306° Bomber Wing (Medium) dell'USAF durante il 195 di base a McDill AFB in Florida.

Il Boeing B-47 Stratojet di costruzione statunitense è stato il primo bombardiere con motore a reazione di successo a livello mondiale. Prodotto tra il 1947 e il 1955 in oltre 2.000 esemplari, esso ha portato la tecnologia dei bombardieri a reazione a un livello di affidabilità e di efficienza senza precedenti, come anche il totale degli aerei prodotti, ma non ha mai avuto popolarità tra i suoi piloti, specie all'inizio della sua carriera, che peraltro fu molto breve.
È importante soprattutto per aver introdotto due soluzioni fondamentali (ali a freccia e motori montati in pod sotto le ali), che hanno enormemente influenzato il mercato degli aviogetti di linea, a partire dal Boeing 707, che adottava peraltro la versione "civile" dei suoi motori.
Il B-47 era una macchina da bombardamento sofisticata e innovativa, che non riusciva a mantenere l'operatività a livelli accettabili.

  

  

Il velivolo era troppo avanzato per quegli anni, e per il conflitto coreano non era ancora disponibile. Il B-47B era il primo modello operativo, ma i difetti "di gioventù", tipici dei progetti ancora immaturi, continuarono a perseguitarlo almeno fino alla fine del 1952. Successivamente però vennero massicciamente impiegati, tanto che equipaggiavano 8 stormi nel tardo 1953, 22 nel tardo 1954 e 27 due anni dopo. Si giunse a livelli di operatività straordinari, che consistevano in oltre 1.300 aerei presenti nei reparti, con un numero di aerei presenti in volo simultaneamente anche dell'ordine delle centinaia.
Il B-47 si poneva alla fine di un'era, quella delle quantità massicce dell'epoca bellica, e l'inizio di quella successiva, con macchine dotate di capacità tali da operare senza bisogno di essere impiegate in massicce formazioni, grazie anche alla potenza delle armi nucleari (poi termonucleari).
La sua carriera da bombardiere cominciò a declinare presto, con le prime radiazioni avvenute già nel 1957, quando ancora uscivano aerei dalla linea di montaggio. Il B-52 Stratofortress era infatti già comparso e la sua capacità di volare ad altissima quota (non casualmente si chiamava Stratofortress), portando a termine missioni intercontinentali senza la difficoltà di rifornirsi in volo più volte, lo rese una macchina ben più apprezzata del "piccolo" Stratojet.

  

  

Il B-47 non venne mai impiegato all'estero, tranne il programma Orenda canadese, e venne radiato dalla linea in fretta agli inizi degli anni sessanta, lasciando tuttavia che le versioni da ricognizione e sorveglianza elettronica, nonché i velivoli meteorologici, restassero in linea almeno fino al 1967.

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Enrico Maina "The Coach"

Focke Wulf Fw.190A-5 - Kit Tamyia - Scala 1/48

Focke Wulf Fw-190A-5 in valutazione dall'Esercito Imperiale Giapponese

Il Focke Wulf Fw.190, noto anche come Würger (Averla in tedesco), fu un aereo da caccia e cacciabombardiere monoposto, monomotore e monoplano ad ala bassa, sviluppato dall'azienda aeronautica tedesca Focke Wulf Flugzeugbau GmbH negli anni trenta e impiegato dalla Luftwaffe durante il secondo conflitto mondiale. Al tempo della sua entrata in servizio, nel 1941, era a parere di alcuni autori il più avanzato caccia al mondo. Più veloce dello Spitfire, la sua velocità di rollio era eccezionale. Uno dei suoi difetti riguardava la tendenza ad andare in stallo senza preavviso durante le virate con alto numero di g a causa della deformazione elastica delle estremità alari, con conseguente rovesciamento ed entrata in vite a cui era difficile porre rimedio se la quota era troppo bassa .

  

  


Fu sottoposto a continui sviluppi e migliorie che gli permisero di restare competitivo con i più moderni aerei Alleati fino alla resa della Germania, nel maggio 1945. Era considerato dai piloti, in genere, superiore all'altro principale caccia tedesco, il Messerschmitt Bf 109.
In decine di versioni, il Fw.190 fu costruito in 13.367 esemplari come intercettore e in 6 634 come caccia bombardiere e si distinse su tutti i fronti. Fu equipaggiato sia con motori radiali che in linea.

  

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Enrico Maina "The Coach"

Consolidated PBY-5A Catalina - Kit Academy - Scala 1/72

Patros Squadron 44 (VP-44) della U.S. Navy di base nelle Midway durante il giugno del 1942

Il Consolidated PBY Catalina (designazione di fabbrica "Model 28") era un aereo da pattugliamento marittimo, realizzato a partire dalla seconda metà degli anni trenta dall'azienda statunitense Consolidated Aircraft Corporation.
Costruito in diverse versioni, sia come idrovolante che come anfibio, venne impiegato dall'United States Navy, la marina militare statunitense, e da diversi Paesi alleati; fu il velivolo di maggiore successo della sua categoria durante la seconda guerra mondiale.
Nonostante la vetustà del progetto e più di 80 anni di carriera, un consistente numero di esemplari viene tuttora utilizzato nella lotta aerea antincendio; altri velivoli superstiti vengono impiegati come warbird nelle rievocazioni storiche.

  

Il Consolidated Model 28 era un idrovolante a scafo centrale dalla struttura interamente metallica. La fusoliera era realizzata su un solo piano, diversamente da quella di molti altri idrovolanti[5] (detti per questo "a doppio ponte"); lo scafo inferiore presentava un doppio gradino, uno nella zona centrale del velivolo e l'altro che raccordava la parte inferiore con il tronco di coda. La parte superiore della fusoliera aveva disegno semicircolare, dal quale spiccavano la postazione vetrata anteriore per il bombardiere e la cabina di pilotaggio a posti affiancati. All'estremità di prua era disposto un finestrino di puntamento dotato di paratia a saracinesca (che veniva abbassata durante le manovre di ammaraggio), che trovava impiego anche durante le operazioni di ormeggio.

  

Dietro ai piloti erano alloggiati il marconista e il navigatore; alle loro spalle, nel pilone centrale che sosteneva l'ala, trovava posto un meccanico addetto ai motori: la postazione era ricavata nella parte superiore del pilone (al fine di poter visionare le gondole dei motori) ed era dotata di due fornelli elettrici e serbatoio per l'acqua. La sezione posteriore della fusoliera ospitava le postazioni laterali per le mitragliatrici (ricoperte dalle caratteristiche bolle vetrate a partire dalla versione PBY-4) e aveva funzione di dormitorio, equipaggiata con letti a castello, particolarmente utili nel caso di missioni lunghe e distanti dalle basi di appartenenza.
L'ala era posizionata a parasole, sostenuta dal pilone centrale e da una coppia di aste di controvento per ciascun lato. Gli alettoni erano ricoperti in tela. Alle estremità delle semiali erano disposti i galleggianti stabilizzatori dotati di sistema di ritrazione: una volta in volo questi galleggianti venivano richiamati verso l'esterno, fino a formare l'estrema propaggine delle estremità alari. L'impennaggio, infine, aveva dimensioni generose ed era di tipo cruciforme, con i piani orizzontali a sbalzo.
A partire dalla versione PBY-5 fecero la loro comparsa le varianti anfibie, dotate di carrello d'atterraggio retrattile, di tipo triciclo anteriore, con gli elementi posteriori monoruota che si ritraevano nella parte centrale della fusoliera, lasciando la ruota a sporgere parzialmente dal corpo del velivolo.

  

  

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Enrico Maina "The Coach"

24 Ottobre 2024 Mezzi corazzati

M3 Lee

M3 Lee - Kit Tamiya - Scala 1/35

Sicilia estate del 1943

Il carro medio M3 era un carro armato medio in servizio nelle divisioni corazzate Alleate dal '42 al '44. I carri con torretta americana erano chiamati Lee, in onore del generale Robert E. Lee. La variante con torretta britannica era conosciuta come Grant, dal generale unionista Ulysses S. Grant. Ampiamente usato durante la seconda guerra mondiale, inizialmente diede buona prova sul fronte del Nordafrica dove risultò superiore ai Panzer III e ai carri M14/41 italiani, mentre poteva battersi alla pari con le prime versioni dei Panzer IV. Ma dal 1943 i suoi limiti vennero a galla e fu presto sostituito dall'M4 Sherman.

  

La prima fornitura di questi carri americani, agli inizi del 1942, venne data in dotazione al 5º, 3º e 8º reggimento corazzato della 4 brigata corazzata, appartenente a sua volta alla Settima divisione corazzata, una delle migliori del British Army ed impegnata con l'Ottava armata britannica in NordAfrica contro l'Armata corazzata italo-tedesca.

  

  

La loro apparizione costituì un brutto colpo per i tedeschi e gli italiani, che finalmente trovavano davanti a sé un esempio concreto di aiuto dato dagli americani agli alleati britannici, dopo i piccoli e limitati M3 leggeri, armati con il 37 mm.
La necessità di questi nuovi carri era dettata non tanto dalle prestazioni dei cannoni in termini di capacità perforante, ma dal fatto che i cannoni inglesi erano in genere privi di proiettili esplosivi, pertanto non potevano neutralizzare quasi mai le postazioni di artiglieria controcarro nemici. Anche i nuovi pezzi da 57 mm avevano questo problema, nonostante fossero, in termini di perforazione, almeno pari ai 75 USA.

  

  

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Enrico Maina "Coach"

Messerschmitt Bf.109E-7 Emil - Kit Tamiya - Scala 1/48

JagdGeschwader 26, Bf.109E-7 "Bianco 12", dell'asso tedesco Joachim Müncheberg. Sicilia 1941.

Joachim Müncheberg nato a Friedrichsdorf, Prussia (ora in Polonia), si arruolò volontario per il servizio militare nella Wehrmacht della Germania nazista nel 1936. Inizialmente in servizio nell'esercito, fu trasferito alla Luftwaffe nel 1938. Dopo l'addestramento al volo, fu assegnato allo JagdGeschwader 234 (JG 234) nell'ottobre 1938. Fu trasferito allo JagdGeschwader 26 "Schlageter" (JG 26) un anno dopo e fu nominato aiutante nella III. Gruppe . Combatté nella Battaglia di Francia dovee ricevette la Croce di Cavaliere, poi la Croce di Ferro dopo la sua 20a vittoria aerea durante la Battaglia d'Inghilterra. In qualità di Staffelkapitän (comandante di Squadriglia), combatté nelle battaglie aeree durante l'assedio di Malta e l'invasione della Jugoslavia. Qui Ricevette un'altre Croce di Cavaliere e la Croce di Ferro con Foglie di Quercia oltre alla Medaglia d'Oro al Valor Militare Italiana dopo 43 vittorie aeree.

  

  

Müncheberg prestò poi brevemente servizio in Nord Africa a supporto dell'Afrika Korps prima di essere trasferito in Francia. Gli fu dato il comando del II. Gruppe del JG 26 nel settembre 1941 e fu poi assegnato al Jagdgeschwader 51 (JG 51), sul fronte orientale, nel luglio 1942. In servizio come Geschwaderkommodore (Comandante di Stormo), ottenne la sua 100a vittoria aerea il 5 settembre 1942 per la quale gli fu conferita la Croce di Cavaliere e Croce di Ferro con Foglie di Quercia e Spade il 9 settembre 1942 In quella data aveva al suo attivo 103 vittorie aeree. Il 1° ottobre 1942 Müncheberg ricevette il comando dello Jagdgeschwader 77 (JG 77), operativo nel teatro Mediterraneo. Morì in una collisione a mezz'aria con un aereo nemico a Meknassy, ​​Tunisia, il 23 marzo 1943. Müncheberg fu ucciso in uno scontro con il suo Bf 109 G-6 (Werknummer 16 381) il 23 marzo 1943 in Tunisia quando la sua 135a vittima, uno Spitfire del 52nd Fighter Group dell'USAAF esplose di fronte a lui dopo una raffica di cannone a distanza ravvicinata, danneggiando l'aereo di Müncheberg. Lo Spitfire era pilotato dal capitano Theodore Sweetland. Il capitano Hugh L. Williamson, che fu anche abbattuto nello scontro, in seguito dichiarò di aver pensato che Sweetland avesse deliberatamente speronato l'aereo di Müncheberg. La velocità di Müncheberg era stata il fattore fatale, lasciandolo incapace di evitare lo Spitfire in rapido avvicinamento. Una delle sue ali si spezzò andando a collidere con il Bf.109 dell'asso tedesco. Il corpo di Müncheberg fu sepolto a El Aouina; fu poi spostato al "Cimitero degli Eroi" a Tunisi. Negli anni '50 fu spostato di nuovo e riseppellito al Cimitero Militare Tedesco a Bordj-Cedria. 

  

  

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Enrico Maina "The Coach"

AS-99 155mm Howitzer - Kit Trumpeter - Scala 1/35

British Army SFOR in Bosnia nel 1997

L'AS-90 (Artillery System 1990) è un semovente d'artiglieria impiegato dal British Army, all'interno del quale è ufficialmente designato Gun Equipment 155 mm L131. È attualmente in servizio con 5 reggimenti della Royal Artillery, presso i quali ha sostituito i semoventi FV433 da 105 mm, M109 da 155 mm ed il 155 mm FH-70 trainato.

  

Lo sviluppo dell'AS-90 iniziò a metà degli anni 1980 come private venture dalla Vickers Shipbuilding and Engineering (VSEL) in vista del fallimento del progetto trinazionale SP-70 per un semovente europeo (su modello di quanto fatto per il modello trainato FH-70). Quando questo fallimento puntualmente si verificò, il ministero della difesa britannico emise una specifica per un nuovo semovente da 155 mm. Furono presentati quattro progetti, tra i quali il Paladin, una versione aggiornata dell'M109. L'AS-90 si rivelò l'unico progetto innovativo ad un avanzato stato di sviluppo e venne quindi scelto.

  

  

Fu prodotto dal 1992 al 1995 dalla VSEL (confluita nel 1999 nella BAE Systems) in 179 esemplari per un costo complessivo di 300 milioni di sterline. Il primo esemplare fu consegnato nel 1993. Nel 2008-2009 i mezzi sono stati sottoposti ad un programma di aggiornamento, che ha riguardato in particolare la componente elettronica.
Tra il 2006 ed il 2009 il ministero intraprese studi per modificare il 4.5 in Mark 8, che costituisce l'armamento artiglieresco primario delle navi maggiori della Royal Navy, installando la canna da 155 mm e la culatta dell'AS-90. Oltre alla semplificazione logistica di un comune calibro tra marina ed esercito, questa modifica avrebbe incoraggiato lo sviluppo di una comune munizione guidata a lunga gittata.

  

  

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Enrico Maina "Coach" 

Ilyushin Il-28 "Beagle" - Kit Italeri - Scala 1/72

Russia durante gli anni '50.

L'Ilyushin Il-28 (in cirillico Ильюшина Ил-28) era un bombardiere leggero bimotore a getto ad ala alta e dritta progettato dall'OKB 39 diretto da Sergej Vladimirovič Il'jušin e sviluppato in Unione Sovietica alla fine degli anni quaranta. Impiegato dagli anni cinquanta dalla Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'Aeronautica militare dell'Unione Sovietica, rimase operativo in patria fino agli anni ottanta ma viene ancora utilizzato, anche se in ruoli secondari, in alcune delle forze aeree che lo hanno impiegato tra cui quelle filosovietiche.
L'Il-28 venne identificato inizialmente, con lo standard USAF/DoD, come "Type 27" per poi assumere il nome in codice NATO Beagle, tuttavia la variante da addestramento Il-28U venne identificata "Type 30" con le convenzioni USAF/DoD e Mascot con quelle NATO.
L'aereo entrò in servizio attorno al 1950, e gli statunitensi ad un certo punto temerono che esso potesse essere impiegato in Corea contro di loro.
L'Il-28, grazie alle sue capacità "pre-strategiche", venne schierato anche a Cuba durante la crisi del 1962, e Fidel Castro andò poi su tutte le furie quando i sovietici, nel ritirare la loro delegazione, portarono indietro anche tali bombardieri, ritenuti un elemento fondamentale per la difesa cubana.

  

  

Nel frattempo, durante gli anni cinquanta, l'Il-28, praticamente il bombardiere tattico standard dei sovietici, come a suo tempo lo fu lo Il-2, venne prodotto in grandi quantità, e oltre che in URSS ben presto venne prodotto anche in alcuni paesi esteri, come la Polonia e soprattutto la Cina (H-5), che lo tennero a lungo in servizio.
Stupisce che la macchina, molto veloce e manovriera, non sia stata schierata anche come intercettore ognitempo, grazie allo spazio nel muso per un radar, mentre già nella sua originale configurazione esso era abbastanza valido come eventuale intercettore di circostanza, anche per la sua lunga autonomia.
Il più diretto equivalente dell'aereo era il Canberra inglese, macchina d'alta quota e talmente veloce e prestante da essere lasciata, analogamente a quanto avvenne con il Mosquito, priva d'armamento difensivo. Tuttavia, l'Il-28 era maggiormente valido, con la sua ala piccola e il suo armamento, come bombardiere a media e bassa quota, e la leggera inferiorità di velocità era ben compensata dalla minacciosa torretta caudale e i temuti cannoni da 23 mm che essa deteneva.
L'Il-28 non riuscì a soppiantare il Tu-14 nel ruolo di bombardiere-ricognitore navale, malgrado fosse più veloce ed agile, anche se meno dotato in autonomia. I suoi impieghi vennero tuttavia estesi anche a questo settore con versioni dotate di siluri o addirittura bombe teleguidate.
La versione da addestramento, dato l'abitacolo normale monoposto, venne realizzata e la NATO diede allo Il-28U il nome in codice "Mascot". Per il resto, il velivolo rimase quasi immutato, un po' come accadde allo Il-4.

  

  

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Enrico Maina "The Coach"

APC Puma 4x4 - Kit Trumpeter - Scala 1/35

Unità dell'Esercito Italiano nella missione KFOR verso la metà degli anni '90

Il Puma è un veicolo trasporto truppe (APC) ruotato leggero pensato per il combattimento in operazioni a bassa intensità, per l'esplorazione tattica e l'uso da parte di reparti di cavalleria. Il Puma è prodotto in due versioni (4×4 e 6×6) con differenze nella trazione e nelle dimensioni, quindi anche nella capienza.

  

  

Il Puma, prodotto dal "consorzio Iveco Fiat - Oto Melara", risponde ad un requisito specifico dell'Esercito Italiano. L'azienda si è aggiudicata una gara d'appalto per la realizzazione di alcune varianti sul veicolo, fra cui un modello Puma dotato di piattaforma per il lancio di missili anticarro, uno portamortaio, un veicolo ambulanza e uno per l'ordine pubblico: infatti il Puma era nato con l'intento espresso di fornire una completa famiglia di veicoli da combattimento leggeri. Le varianti sopraddette tuttavia non entrarono in produzione, pertanto alla fine dell'anno 1999, l'Esercito Italiano fece un ordine per 580 autoblindo Puma: 250 nelle configurazioni 6×6 e 330 nelle configurazioni 4×4. Le consegne sono distribuite fra 2001 e 2004.

  

  

Inizialmente pensato come complementare all'impiego dell'autoblindo armata Centauro, è stato poi adottato anche da altri reparti. Attualmente la versione 4x4 è in servizio in tutti gli otto Reggimenti di Cavalleria ed essendo elitrasportabile dall'elicottero CH-47 dell'Aviazione dell'Esercito è in servizio con il 4º Reggimento Ranger Monte Cervino e con il 66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste" mentre la versione 6x6, aerotrasportabile dai C130 J dell'Aeronautica Militare, è in servizio con il 9º Reggimento Incursori Paracadutisti Col Moschin, con i tre reggimenti paracadutisti della Brigata paracadutisti "Folgore", con il 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" e con i sei Reggimenti Alpini delle due Brigate Alpine.

  

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Enrico Maina "The Coach"

Sommergibile IJN I-400 - Kit Hobby Boss - Scala 1/700

Marina Imperiale Giapponese durante l'estate del 1944

La classe I-400 (Sen Toku secondo la classificazione giapponese) era costituita da sommergibili portaerei oceanici di sviluppo e costruzione giapponese, utilizzati durante la seconda guerra mondiale, i più grandi costruiti fino ai sottomarini nucleari.
I battelli ed i loro equipaggi vennero addestrati in vista dell'attacco al Canale di Panama, inizialmente con bombe e siluri; la flottiglia doveva essere composta dai tre battelli della classe più l'I-13 e l'I-14.

  

  

L'obiettivo dovevano essere le chiuse di Gatun, dal lato atlantico, che meno si prestavano a permettere di tamponare l'afflusso dell'acqua rispetto a quelle di Miraflores dal lato del Pacifico. I Seiran destinati all'attacco dovevano essere lanciati senza scarponi dalla catapulta di bordo, aumentando anche l'autonomia, ed ammarare a fianco dei battelli per permettere il recupero dei piloti. Al momento della decisione dell'attacco, però, il Giappone stesso si trovò sotto la minaccia della forza di invasione statunitense e i giapponesi decisero che l'attacco a Panama avrebbe fatto poca differenza per cui si cambiò l'obiettivo iniziale nell'atollo di Ulithi, che ospitava una squadra di portaerei. L'attacco venne comunque abortito dall'affondamento del sommergibile che doveva lanciare la ricognizione preliminare, e successivamente la resa del Giappone costrinse gli equipaggi a consegnare le unità, non prima di aver lanciato i siluri non innescati e gli aerei con le ali non estese.

  

  

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Enrico Maina "Coach"

Sd.Kfz 223 Leichte Panzerspähwagen (F) - Kit Tamiya - Scala 1/35

Africa settentrionale nel 1941

Con i numeri d'inventario Sd.Kfz. 221, 222 e 223 sono stati indicati degli autoblindo concepiti dalla Germania nel corso degli anni trenta per riarmare l'esercito tedesco. La serie è collettivamente nota come Leichte Panzerspähwagen, "veicoli corazzati leggeri da ricognizione" tradotto in lingua italiana, e conobbe un intensivo impiego durante la seconda guerra mondiale.

  

  

Nel 1935 il telaio dell'Sd.Kfz. 221 venne nuovamente studiato e ne fu sviluppato un autoblindo centro-radio la cui strumentazione comprendeva una FuG 10, una FuG Spr Gerät Ausf. a e una caratteristica antenna a parallelepipedo fissata sopra lo scafo che garantiva le comunicazioni su grandi distanze: il veicolo fu designato Sd.Kfz. 223 kleine Panzerfunkwagen. Un'altra differenza che correva tra le due autoblindo risiedeva nella torretta spostata nel retro, composta da 9 pannelli saldati ed equipaggiata soltanto con una MG 34; per il resto le componenti meccaniche e le corazzature erano le medesime. L'equipaggio ebbe invece aggiunto un terzo membro e il peso salì a 4,4 tonnellate; le prestazioni rimasero nella media delle altre versioni, con un'autonomia di 300 chilometri, velocità di punta pari a 85 km/h e pendenza gestibile se inferiore o uguale a 20°.

  

  

Nel 1935 iniziò il ciclo costruttivo, del quale furono incaricate la Weserhütte, la Büssing e la MNH: le ditte fabbricarono un totale di 550 veicoli suddivisi in quattro serie fino al gennaio 1944. La prima parte della serie era spinta dal motore Horch da 3,5 litri con una potenza di 75 hp; a partire dal maggio 1942 cominciarono a essere utilizzati telaio e scafo dell'Sd.Kfz. 222 Ausf. B, equipaggiati con l'Horch da 3,8 litri erogante 90 hp. L'Sd.Kfz. 223 venne integrato nei reparti esplorativi delle divisioni Panzer, motorizzate e di fanteria, servendo su tutti i fronti fino al termine del conflitto con buoni risultati.
Una piccola quantità di Sd.Kfz. 223 fu comprata dalla Bulgaria

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Maina Enrico "Coach"

Carro Peante KV-2 - Kit Zvewzda - Scala 1/35

Settore di Mosca nel 1941

Il KV-2 è stato un carro armato pesante progettato in Unione Sovietica nei primi mesi del 1940 e utilizzato durante la seconda guerra mondiale: prese parte alle catastrofiche battaglie dell'Operazione Barbarossa, alla difesa di Mosca e agli scontri nella Russia meridionale, ma l'eccessiva mole e il troppo alto profilo fecero sì che il veicolo fosse ritirato dal fronte nel 1942.
Il nuovo carro armato pesante fu integrato nell'Armata Rossa con il nome "KV-2", ovvero le iniziali del ministro della Difesa Kliment Efremovič Vorošilov seguite dal numero 2.

  

  

   

I mastodontici KV-2 si rivelarono subito problematici: la meccanica e il motore, infatti, sotto perenne sforzo a causa della mole, tendevano spesso a guastarsi. La torretta era tanto pesante che ruotarla mentre si percorrevano pendii o terreni scoscesi significava rischiare di ribaltare il carro o guastare il meccanismo di brandeggio. Oltretutto la sua forma a scatola, facilmente individuabile, era un bersaglio perfetto per i cannoni anticarro avversari, sebbene fosse ben corazzata. In compenso l'obice da 122 mm, poi scambiato con uno da 152 mm, era un'arma dal grande potere distruttivo, fattore che unito alle spesse corazzature rendevano il KV-2 un ostico avversario.
Le deficienze delineate ebbero conferma quando nell'estate 1941, mentre si sviluppava in tutta la sua gravità l'attacco tedesco, la 41ª Divisione corazzata segnalò la perdita di due terzi dei suoi trentatré KV-2: soltanto cinque erano stati effettivamente distrutti dall'azione avversaria. A causa della situazione critica e delle vaste perdite, i sovietici continuarono ad utilizzarlo; alcuni esemplari, infatti, combatterono durante la battaglia di Mosca dell'inverno 1941 e qualche carro era presente anche nelle file della 62ª Armata schierata a difesa di Stalingrado. I KV-2 ancora funzionanti vennero comunque sospesi dal servizio attivo prima della fine del 1942 e rispediti in fabbrica, dove furono convertiti agli standard del loro predecessore KV-1 e inviati nuovamente al fronte.

  

  

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Enrico Maina "Coach"

Ansaldo-Lancia 1ZM - Copper States Models CSM - Scala 1/35

Guardia Reale, Torino 1922

 

La Ansaldo-Lancia 1Z fu un massiccio autoblindo, l'unico di progetto e costruzione interamente italiani schierato durante la prima guerra mondiale.
Fu sviluppata nel periodo di neutralità dell'Italia dall'ingegner Guido Corni dell'Ansaldo sull'autotelaio dell'autocarro leggero Lancia 1Z in dotazione al Regio Esercito nel 1912. Fu acquisita nel 1915 dal Regio Esercito in 150 esemplari totali, assegnate in Squadriglie ai corpi d'armata e ad alcune divisioni, ampiamente usate in azione dalla Seconda battaglia dell'Isonzo fino a quella di Vittorio Veneto. Nel 1919 gli equipaggi di 22 mezzi si unirono alle truppe di Gabriele d'Annunzio nell'Impresa di Fiume.
Tra le due guerre venne assegnata anche in 34 esemplari ai Reali Carabinieri e 35 alle Guardie Regie, ereditate poi dalla MVSN. Questi mezzi erano riconoscibili per i relativi stemmi dipinti sulla torretta.

  

  

Alcune unità furono vendute all'Albania, di cui costituirono per anni l'unica forza corazzata. Una fu donata dal governo all'Afghanistan, con i colori nazionali verde, rosso e nero dipinti sulla torretta ed armata con mitragliatrici SIA Mod. 1918. Quattro blindo armarono la guarnigione della Concessione italiana di Tientsin. Otto blindo furono utilizzate dagli italiani durante la Guerra civile spagnola, ma per quell'epoca erano già obsolete. Durante la seconda guerra mondiale era ancora in servizio in Libia, in Africa Orientale Italiana e nel Dodecaneso.
Fu sostituita dalle Autoblindo 40. Dopo l'8 settembre 1943 i pochi esemplari ancora in servizio sul territorio italiano furono requisiti e usati dalla Wehrmacht (una dal I battaglione del Polizeiregiment "Bozen") nella scorta convogli e nella lotta anti-partigiana, ribattezzate Pz.Sp.Wg.Lancia 1ZM(i).

 

  

  

  

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Enrico Maina 

Patrol Boat River "Pibber" - Kit Tamiya - scala 1/35

Task Force Clearwater operante nel Delta del Mekong nel 1967.

Patrol Boat, River (o semplicemente PBR) era la designazione della U.S. Navy di un tipo di imbarcazione a scafo rigido per il pattugliamento delle acque interne utilizzata dal marzo del 1966 fino alla fine del 1970 in Vietnam durante la guerra.
Era l'imbarcazione più comune della River Patrol Force - Task Force 116 e, nel momento di massimo dispiegamento, ne vennero utilizzate 250 unità, mentre la produzione fu di circa 500 esemplari, 120 del tipo PBR Mk 1 e 380 del modello PBR Mk 2.
Le PBR venivano impiegate per il controllo del traffico fluviale del Vietnam del Sud, con lo scopo di intercettare i rifornimenti di armi e materiali diretti ai Viet Cong.

  

  

Queste imbarcazioni avevano lo scafo realizzato in vetroresina ed erano dotate di un idrogetto Jacuzzi che gli permetteva di operare nelle acque basse e piene di ostacoli dei fiumi. Il pescaggio a pieno carico era solo di 60 cm (2 ft). Il getto che spingeva la barca poteva anche ruotare all'indietro permettendo così di far virare la PBR su sé stessa in uno spazio ridottissimo, pari alla sua lunghezza, o di effettuare rapide decelerazioni. Come motori venivano utilizzati due Detroit Diesel a gasolio da 220 cavallo vapore (164 kW). La velocità massima era di 28,5 nodi. L'equipaggio, generalmente composto da quattro persone, operava una coppia di mitragliatrici Browning M2 da 12,7 mm a prua, una singola mitragliatrice M-60 e un lanciagranate Mark 18. Su alcune PBR fu montato un cannone da 20 mm. La postazione delle mitragliatrici da 12,7 mm ed il ponte di comando erano protetti da una corazzatura in ceramica.

  

  

Furono due le versioni della PBR. La prima era lunga 9,6 m e larga 3,2 m. La seconda versione, Mark II, era dotata di un migliorato sistema di propulsione che riduceva le possibilità di incaglio e disponeva inoltre di protezioni in alluminio per resistere all'usura.
La PBR è l'imbarcazione utilizzata nel famoso film di Francis Ford Coppola Apocalypse Now, sebbene nella scena dove viene sollevata da un elicottero deve essere stata alleggerita, visto che queste imbarcazioni pesavano circa 6,5-7,2 t a pieno carico.
Dopo la fine della guerra le forze leggere americane sono state poste in fretta fuori servizio. Solo 22 Mk 2 erano ancora in servizio nel 1983 nella flotta di Riserva.

  

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Emrico Maina "Coach"

North American F-86F Sabre - Kit Italeri - Scala 1/48

Team Acrobatico "Skyblazers" di base in Francia durante il 1985/86

Il North American F-86 Sabre (sciabola in lingua inglese), talvolta indicato anche come F-86 Sabrejet, era un caccia monomotore a getto con ala a freccia sviluppato dall'azienda aeronautica statunitense North American Aviation nei tardi anni quaranta.
Evoluzione estrapolata dal prototipo del caccia imbarcato FJ-1 Fury, l'F-86 Sabre è ritenuto uno dei più rappresentativi aviogetti da caccia di "seconda generazione" e uno dei modelli più prodotti del periodo.

  

  

Fu impiegato principalmente dalla statunitense United States Air Force e da numerose forze aeree di paesi appartenenti alla NATO e venne utilizzato in diverse operazioni belliche, in modo particolare nel corso della guerra di Corea dove affrontò per la prima volta in confronto diretto il pari ruolo prodotto dall'industria aeronautica dell'Unione Sovietica, il caccia Mikoyan-Gurevich MiG-15 ufficialmente operante nelle file della nordcoreana Chosŏn Inmin Kun Konggun.

  

  

L'F-86 Sabre venne ulteriormente sviluppato per l'uso imbarcato, dando vita agli FJ-2, FJ-3 e F-4 Fury, e fu prodotto su licenza anche al di fuori del territorio statunitense dando origine anche ad alcune specifiche varianti: l'australiano CAC Sabre e il canadese Canadair Sabre.
Il North American F-86F Sabre equipaggiò anche il Team Acrobatico "Skyblazers", che dal 1954 al 1956 era stato inserito sotto il comando del 48th Fighter Bomber Wing, e più pecisamente nel 492d Fighter Bomber Squadron. In questo periodo era basato a Chaumount in Francia. In serguito, il Team "Skyblazers", passrà alle dipendenze del 36th Fighter Bomber Wing transitando sui North American F-100 Super Sabre.

  

  

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Enrico Maina "Coach"

CMP FAT (Chevrolet/Ford) - Kit Airfix - Scala 1/35

Royal Canadian Army Germania 1945

Il CMP FAT (Field Artillery Tractor), era un veicolo militare canadese prodotto da Ford e Chevrolet. Il FAT era un veicolo per il traino dell'artiglieria, impiegato  delle forze britanniche e del Commonwealth durante la seconda guerra mondiale. Diversi modelli furono prodotti dalle due case costruttrici come CGT (Chevrolet Gun Tractor) e FGT (Ford Gun Tractor). I primi modelli di questo 'Quad', sfilano a Tripoli nel febbraio 1943.

  

  

CMP stava per Canadian Military Pattern ed è stato applicato a una serie di camion, trattori per l'artiglieria e veicoli commerciali costruiti in Canada che combinavano i requisiti di progettazione britannici con l'ingegneria automobilistica nordamericana.
Come con altri FAT, il CMP veniva solitamente utilizzato per trainare l'obice da 25 libbre o il cannone anticarro da 17 libbre. Un argano elettrico era posizionato sopra l'asse posteriore per manovrare le armi o disimpegnare il veicolo.
Le specifiche si basavano sul successo britannico del Morris C8 FAT sviluppato prima della guerra, incorporando anche lo sterzo con guida a destra. I primi modelli furono prodotti nel 1940/41 e la carrozzeria subì numerose modifiche al design durante il conflitto. Essendo basati sul veicolo britannico, i CMP furono ampiamente utilizzati dalle forze britanniche e del Commonwealth in sostituzione dei numerosi veicoli perduti durante l'evacuazione di Dunkerque.
Dopo la fine della guerra, numerosiveicoli vennero forniti alla Danimarca, impiegandoli nel proprio esercito.

  

  

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Enrico Maina

JagdTiger Sd.Kfz.186 - Kit Dragon - Scala 1/35

Settore orientale febbraio 1945

La comparsa sul fronte orientale dei pesanti carri russi IS e IS-2, con le loro artiglierie da 122 millimetri, rendeva obsoleti i pezzi da 88 millimetri che, nelle loro varie incarnazioni, si erano mostrati affidabili in tutti i teatri. La Wehrmacht richiese perciò un nuovo cannone. La possibilità fu offerta dal nuovo 12,8 cm PaK 44 da 128/55 mm, lo stesso con cui si pensava di armare il Maus. D'altronde l'esigua produzione ed il suo peso suggerirono l'impiego su un affusto semovente, quello del Tiger II. Con i mezzi in costruzione si armarono due unità nell'estate del 1944: lo schwere Panzerjäger-Abteilung 653 e lo schwere Panzerjäger-Abteilung 512.
Alcuni mezzi presero parte all'operazione Nordwind, offensiva sussidiaria alla battaglia delle Ardenne, che doveva sfondare le linee statunitensi e delle Forze Francesi Libere in direzione della sacca tedesca di Colmar. Nonostante l'operazione Wacht am Rhein, di cui Nordwind doveva essere supporto e ampliamento, fosse già in piena crisi, l'attacco fu comunque lanciato. I pesantissimi Jagdtiger si mostrarono particolarmente difficili da manovrare nel critico teatro invernale, dove i problemi da freddo si univano alle numerose magagne tecniche dovute al loro peso, ai loro consumi e alle difficoltà logistiche di tenerli riforniti di proiettili e parti di ricambio, anch'essi ingombranti e pesanti.

  

  

  


Nonostante alcune fonti sovietiche affermino il contrario, non vi sono prove certe della partecipazione di questi mezzi alla battaglia di Budapest, in quanto gli esemplari caduti in mano russa possono essere stati catturati inermi in qualche deposito o snodo ferroviario. Nel 1945, a causa della grande carenza di materiali, si decise di armare molti Jagdtiger con il 8,8 PaK 43/3 da 88/71 mm, scartando l'adozione del cannone da 128/55 mm, chiudendone la produzione. In definitiva lo Jagdtiger non ebbe successo: il possente armamento e la corazza non poterono supplire alla scarsa manovrabilità ed affidabilità, senza contare che per un veicolo così lento era praticamente impossibile sfuggire ai cacciabombardieri Alleati, che a partire dal 1944 spadroneggiavano sui cieli tedeschi, specialmente dopo l'inutile "canto del cigno" della Luftwaffe nell'Operazione Bodenplatte.

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Enrico Maina

Grumman F11F Tiger - Kit Haswgawa - Scala 1/72

Squadron VF-121 della U.S. Navy, operante nel settore del Pacifico durante la fine degli anni '50.

l Grumman F11F Tiger, (ridenominato F-11 con le nuove designazioni), era un caccia monomotore a getto imbarcato prodotto dall'azienda statunitense Grumman Aircraft Engineering Corporation durante gli anni cinquanta. Disegnato dalla fusoliera secondo la regola delle aree, per diminuire la resistenza in regime transonico, l'F11F fu il primo caccia (moderatamente) supersonico ad entrare in servizio con la United States Navy. Rimasto in produzione fino al 1959 viene ricordato anche per essere stato utilizzato nelle esibizioni nella pattuglia acrobatica dei Blue Angels, in cui militò dal 1957 al 1969.

  

  

Sette Squadron della Marina degli Stati Uniti hanno impiegato l'F11F-1: VF-21 e VF-33 nella Atlantic Fleet, il VA-156 (rinominato VF-111 nel gennaio 1959), VF-24 (ridesignato VF-211 nel marzo 1959), VF- 51, VF-121 e VF-191 nella Pacific Fleet.
In servizio, il Tiger operava a bordo delle portaerei USS Intrepid, USS Lexington, USS Hancock, USS Bon Homme Richard, USS Shangri-La, USS Forrestal, USS Saratoga e USS Ranger. La carriera dell'F11F durò solo quattro anni perché le sue prestazioni erano inferiori a quelle del Vought F-8 Crusader e il motore J65 si dimostrò inaffidabile. Pertanto, la Marina cancellò tutti gli ordini per la versione da ricognizione F11F-1P e furono costruiti solo 199 caccia F11F-1 (F-11A).
L'aereo fu ritirato dalle operazioni della portaerei nel 1961. Tuttavia, continuò in servizio nel Naval Air Training Command nel sud del Texas a NAS Chase Field e NAS Kingsville, fino alla fine degli anni '60. Gli allievi piloti eseguivano un addestramento avanzato sui jet Grumman TF-9J Cougar e, dopo aver completato quel programma, compivano un breve assaggio delle capacità supersoniche con l'F-11 prima di passare ai caccia della flotta. Mentre la carriera da caccia dell'F-11 fu breve, i Blue Angels si esibirono con quest'aereo dal 1957 al 1968, quando il Tiger fu sostituito dal McDonnell Douglas F-4 Phantom II.

  

  

  

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Enrico Maina

Carro M13/40 - Kit Italeri - Scala 1/72

Divisione Corazzata "Centauro" del Regio Esercito operante in Grecia alla fine del 1940

La progettazione iniziò, da parte della Fiat-Ansaldo, nel 1937 e l'anno seguente venne realizzato il primo prototipo. Basato sul precedente carro M11/39 ne differiva in molti aspetti e principalmente per il tipo e la disposizione dell'armamento.
Nel nuovo mezzo l'armamento principale, un cannone da 47/32, era montato in una torretta girevole a forma di ferro di cavallo e non in casamatta, soluzione che riduceva notevolmente l'efficacia dell'arma, come nel suo predecessore.

  

  


Come armamento secondario l'M13/40 disponeva di 4 mitragliatrici da 8mm: una coassiale con il cannone, due in casamatta (posizione che nel precedente modello era attribuita all'armamento primario) ed una con funzione antiaerea montabile su apposito supporto alla sommità della torretta.
Nel dicembre del 1939 tutta la produzione italiana di carri medi venne concentrata sull' M13/40 chiudendo la line di assemblaggio degli M11/39.
Nel 1941 venne realizzata una nuova versione dotata di diverso motore, uno dei punti deboli del veicolo, denominata M14/41 dalla quale venne anche derivato il semovente 75/18, un cacciacarri considerato il miglior corazzato italiano impiegato durante la seconda guerra mondiale.
Venne anche realizzato un prototipo sperimentale per trasporto aereo utilizzando un aeroplano Caproni CA 180 che avrebbe dovuto trasportare il carro M13/41 agganciato al di sotto della fusoliera.

  

  

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Enrico Maina

Challenger I Mk.3 - Kit Tamiya - Scala 1/35

British Army - Rhine in Germania Occidentale durante il 1983.

Il Challenger 1 è stato costruito dalla Royal Ordnance Factories (ROF). È stato progettato dalla MVEE (Military Vehicles and Engineering Establishment) vicino a Chobham nel Surrey dall'originaria richiesta iraniana di una versione potenziata del carro Chieftain in loro possesso. I carri iraniani in servizio allora erano lo Chieftain Mk.5, lo Shir 1 e lo Shir 2. Con la caduta dello Shah in Iran e il fallimento del progetto MBT80 il Regno Unito era diventato l'acquirente del nuovo carro armato, sviluppato dalla MVEE per il bisogno di un carro nell'Europa centrale. Per un breve periodo il carro era stato chiamato Cheviot, perché nella seconda guerra mondiale era già stato creato un carro con il nome Challenger, anche se questo era un carro incrociatore.

  

  

La parte più rivoluzionaria di questo carro è stata l'adozione della corazza composita Chobham sulla parte frontale di scafo e torretta, di gran lunga più resistente della normale d'acciaio (RHA) che era d'ordinanza in tutti i carri dell'epoca. Questa corazza è stata usata anche da altri come gli Stati Uniti per il loro M1 Abrams o la Germania con i loro Leopard 2. Il Challenger 1 ha partecipato alla competizione del Canadian Army Trophy nel 1987, ma il sistema di estinzione del fuoco e di visione non si sono rivelati soddisfacenti e lo hanno fatto finire ultimo nella classifica contro gli altri carri. Ma dopo con nuovi aggiornamenti molti problemi sono stati risolti.
C'erano però dei nuovi requisiti da rispettare e la Vickers decise se scegliere un Challenger migliorato, un M1 Abrams americano, un Leclerc francese o un Leopard 2 tedesco.
Il progetto della Vickers, chiamato Challenger 2, era stato finalmente scelto. Questo carro era molto più efficace del predecessore e, anche se manteneva lo scafo progettato dalla MVEE, presentava una nuova torretta e una corazza Chobham ancora più avanzata, questa volta presente anche nella parte laterale dello scafo.
C'era anche una versione del Challenger senza torretta per il tiro antiaereo.

  

  

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Enrico Maina

BRDM-2 - Kit Trumpeter - Scala 1/35

Veicolo catturato dalla U.S. Marine Corps durante l'Operazione "Urgent Fury" a Grenada nel 1983

Il BRDM-2, o BTR-40-P2, è un'autoblindo, che dalla sua apparizione nella metà degli anni '60 si è diffuso in grande quantità nei paesi sotto influenza comunista. Essa è una vettura leggera, progettata anzitutto per la mobilità, poi per la potenza di fuoco ed infine per la protezione.
Ha uno scafo in acciaio saldato, con pareti quasi verticali e la parte superiore assai inclinata.
L'equipaggio, quattro uomini, entra ed esce dalle due botole sul tetto del mezzo, nella parte anteriore: esse sono in effetti le uniche presenti nel mezzo.
È dotato di quattro grandi pneumatici, con pressione a regolazione centralizzata, come anche di due idrogetti per la movimentazione in acqua a circa 10 km/h. Il motore a benzina, nella parte posteriore dello scafo, ha 140 hp e consente un rapporto potenza peso di 20:1ton.

  

  

Malgrado questo, vi è benzina sufficiente per 750 km di autonomia su strada. Che la mobilità sia considerata al massimo grado di utilità, lo dimostra anche il fatto che il veicolo ha altre quattro ruote di piccolo diametro, abbassabili se necessario, che possono consentire una mobilità ben superiore a quella della dei veicoli 4x4 normali, tanto che la trincea superabile (1,25 m) è addirittura maggiore di quella della Panhard ERC (1,22 m), che pure è un 6x6. Questo fatto spiega peraltro anche come mai non vi siano portelli laterali sullo scafo.
L'armamento è la solita torretta da 14,5 mm, capace di ingaggiare efficacemente la maggior parte dei mezzi corazzati leggeri nemici, mentre la corazza è sufficiente solo contro le armi leggere, anche se frontalmente resiste abbastanza bene anche a quelle pesanti, purché da una certa distanza. La dotazione è di 500 colpi da 14,5 e 2000 da 7,62 (molto di più del precedente BRDM-1), mentre l'alzo varia tra -5 e +30.
Tra gli equipaggiamenti disponibili, apparati IR per la visione notturna, sistema NBC, verricello di traino ed addirittura un sistema di navigazione inerziale.
Migliaia di esemplari sono stati prodotti per circa 20 anni, e sono diffusi in decine di Paesi.

  

  

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Enrico Maina

BMD-1 - Kit Skif Model - Scala 1/35

Esercito Russo in Afghanistan nel 1987

Il BMD-1 (Boevaja Mašina Desantnaja Pervaja, letteralmente primo veicolo da combattimento aviotrasportato) è un IFV sovietico appositamente progettato per le truppe aerotrasportate. Esternamente assomiglia molto al BMP-1 sebbene la configurazione interna sia molto diversa, tanto che si può definire anche 'carro leggero'.
Nella parte anteriore dello scafo sono infatti presenti, l'uno accanto all'altro, 3 uomini di equipaggio.
Altri due operatori sono nella torretta ed il resto dell'equipaggio è nel vano posteriore. All'esterno della torretta è installato un lanciamissili AT-3. controcarri.
Entrato in linea nel 1970, il BMD, poi chiamato BMD-1, ha equipaggiato le 7 divisioni aerotrasportate sovietiche, la più grande forza del genere a livello mondiale, benché solo una di esse poteva essere movimentata per volta. Ben 330 veicoli costituivano l'organico di ciascuna di queste grandi unità, ma anche le brigate aviotrasportate indipendenti avevano alcuni BMD. Non pare che ne siano stati esportati.

   

   

   

Questo mezzo è sostanzialmente un concentrato di potenza, con una protezione leggermente inferiore a quella del BMP-1, ma sufficiente contro i proiettili di piccolo calibro.
Con una massa pari a metà ha una potenza propulsiva pari all'80% del suo simile della fanteria meccanizzata, e questo spiega come esso fosse straordinariamente mobile. Peraltro data la necessità di limitare la massa, l'autonomia era inferiore, circa 330 km contro 500, mentre la potenza di fuoco era addirittura superiore.
La struttura complessiva ricorda in effetti più quella di un carro leggero che un mezzo da trasporto truppe, una sorta di compromesso tra un mezzo da combattimento e uno da trasporto. Dopotutto esso è un veicolo "da assalto", quindi non specificatamente da trasporto ma effettivamente multiruolo: colpire carri nemici, distruggere fonti di fuoco, trasportare nuclei di assaltatori e portarne altri sistemati sopra il mezzo per rapidi spostamenti. Un mezzo audace e pare, riuscito, per un compito tra i più difficili: coniugare ali e corazze.
Il BMD è stato rimpiazzato via via dal migliorato BMD-2 e dal BMD-3, equivalenti del BMP-2 e BMP-3 della fanteria meccanizzata, ma dovrebbero esservene ancora alcuni in servizio.

   

   

   

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Enrico Maina

M10 Tank Destroyer - Kit Italeri - Scala 1/56

U.S. Army - Francia 1944

 
Il 3 inch Gun Motor Carriage M10, conosciuto anche presso le truppe inglesi come M10 Wolverine ("Ghiottone") era un Cacciacarri prodotto negli Stati Uniti d'America durante la seconda guerra mondiale. Nonostante i vari nomi durante il conflitto la denominazione prevalente era quella di M10 oppure di TD (Tank Destroyer), termine usato dai soldati alleati per indicare tutti i diversi cacciacarri. Dal punto di vista numerico il Wolverine è il più importante mezzo cacciacarri americano del conflitto.
L'esordio in combattimento del carro avvenne durante la campagna del Nord Africa. Il mezzo si dimostrò in grado, con il suo cannone da 76 mm, di affrontare con successo i vari mezzi tedeschi e italiani presenti sul campo.
Fu durante la campagna che seguì lo sbarco in Normandia, campo di battaglia nel quale erano presenti in numero rilevante i carri tedeschi più moderni, che il carro inizierà a mostrare i suoi limiti. Per la fine del 1944 si cominciò a sostituirlo con il più potente M36 Jackson. In ogni caso il mezzo rimase in servizio fino alla fine della guerra in Europa.
 
  
 
  
 
Nel Pacifico l'U.S. Army impiegò l'M10 nel più tradizionale compito di supporto alla fanteria. In questa situazione però la torretta aperta rendeva questi mezzi particolarmente vulnerabili agli attacchi ravvicinati della fanteria giapponese.
All'Armata Rossa furono forniti 54 M10 ma non si conoscono dati sul loro impiego.
Le truppe inglesi utilizzarono l'M10 nella campagna di Italia e in Francia principalmente riequipaggiati con il cannone da 17 pdr (76.2 mm) e ridenominati Achilles.
Dopo la guerra l'Esercito Italiano fu equipaggiato con M10 per un certo periodo.
 
  
 
  
 
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Enrico Maina

Mark IV Tank - Kit Takom - Scala 1/35

Gran Bretagna 1918

Il Mark IV, era un carro armato britannico della prima guerra mondiale. Introdotto nel 1917, ha beneficiato di sviluppi significativi del carro armato Mark I (i progetti intermedi furono utilizzati per l'addestramento in pochi esemplari). I principali miglioramenti riguardavano l'armatura, il riposizionamento del serbatoio del carburante e la facilità di trasporto. Furono costruiti 1.220 Mk IV: 420 "Male", 595 "Female" e 205 Tank Tenders (veicoli disarmati utilizzati per il trasporto di provviste), che ne fecero il carro armato britannico più numeroso della Grande Guerra.

  

  

Il Mark IV fu utilizzato per la prima volta a metà del 1917 nella battaglia di Messines Ridge. Rimase in servizio con l'Esercito Inglese fino alla fine della guerra, e in seguito un piccolo numero prestò servizio brevemente con altri eserciti Il Mark IV fu utilizzato per la prima volta in gran numero il 7 giugno 1917, durante l'assalto britannico a Messines Ridge. Attraversando un terreno asciutto ma pesantemente craterizzato, molti degli oltre 60 Mark IV rimasero indietro rispetto alla fanteria, ma molti diedero importanti contributi alla battaglia. In confronto, alla terza battaglia di Ypres (nota anche come Passchendaele) del 31 luglio, dove il terreno fangoso limitò moltissimo i carri armati contribuendo pochissimo alla battaglia; quelli che affondavano nel terreno paludoso rimasero immobilizzati e divennero facili bersagli per l'artiglieria nemica. Quasi 460 carri armati Mark IV furono usati durante la battaglia di Cambrai nel novembre 1917, dimostrando che una grande concentrazione di carri armati poteva rapidamente superare anche i più sofisticati sistemi di trincee. All'indomani dell'offensiva tedesca sul fronte occidentale, la prima battaglia tra carri armati fu compiuta tra ii Mk IV e gli A7V tedeschi durante quella che era nota come seconda battaglia di Villers-Bretonneux nell'aprile 1918. Circa 40 Mark IV catturati furono poi impiegati dai tedeschi come Beutepanzerwagen (la parola tedesca Beute significa "bottino") con un equipaggio di 12. Questi formarono quattro compagnie di carri armati dal dicembre 1917. Alcuni di questi carri ebbero l'armamento sostituito con armi tedesche. 

  

  

Buon Modellismo a Tutti

Enrico Maina

Volkswagen Kübelwagen - Kit Italeri - Scala 1/35

Francia 1940

 
La Volkswagen Schwimmwagen è un veicolo militare anfibio per il trasporto leggero, prodotto dalla Volkswagen. Venne prodotto durante la seconda guerra mondiale fino al 1944 in circa 15 000 esemplari.
Il Veicolo era basato sulla meccanica della Kübelwagen, ma era equipaggiata con un motore a benzina sensibilmente più potente. Il VW Schwimmwagen venne prodotto a partire dal 1940 in un discreto numero di esemplari, soprattutto se ne consideriamo le particolarità, vennero prodotti ben 14.625 esemplari. La produzione terminó nel 1944 a causa di bombardamenti che portarono alla mancanza di materie prime. Venne usato soprattutto dalla fanteria e dai paracadutisti.
 
  
 
  
 
Il mezzo era un 4x4 e montava pneumatici speciali: aveva una piccola elica intubata dietro la carrozzeria, che era normalmente ripiegata verso l'alto per non essere danneggiata. Poteva trasportare fino a 4 passeggeri ma non aveva protezione né armamento. Lo scafo era caratterizzato da un profilo "a ciambella", con i cassoni di galleggiamento presenti sia anteriormente che posteriormente. Il veicolo, scoperto, era molto piccolo ed agile, e si dimostrò all'altezza sulla sabbia come sull'acqua. Alcuni esemplari vennero spediti in Nord Africa, ma la maggior parte venne inviata in URSS.
Lo Schwimmwagen era una preda bellica molto ambita dagli Alleati, che catturavano quelli che potevano per usarli soprattutto come trofeo. In ogni caso non vi erano praticamente equivalenti nel loro arsenale, eccetto l'onnipresente Jeep in versione anfibia. Alcuni mezzi esistono ancora, classificati come mezzi d'epoca.
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
Enrico Maina

Jeep Willys Commando - Kit Italeri - Scala 1/35

Germania 1945

 
Il veicolo da trasporto Utility truck ¼ t 4x4 jeep fu il veicolo costruito nel maggior numero di esemplari nel corso della Seconda guerra mondiale. Fu usato dalle forze armate degli Stati Uniti su tutti i teatri di guerra e fu ceduto in quantità notevoli a tutti gli alleati, diventando quindi il principale veicolo di collegamento anche per gli eserciti britannico, sovietico e francese. Fu utilizzato anche dalle forze dell'Asse, quando ebbero occasione di catturare veicoli ancora funzionanti.
Il nome "jeep" è dato dalla pronuncia dell'acronimo GP che sta per General Purpose (usi generali).
 
  
 
  
 
  
 
Successivamente alla Seconda guerra mondiale il termine jeep indicò genericamente qualsiasi veicolo militare leggero non blindato con un aspetto simile alla jeep originale.
Il prototipo prodotto dalla Willys (novembre 1940) era il Willys Quad, con un aspetto abbastanza diverso (e più massiccio) di quello che avrebbe avuto la jeep. Il Quad aveva il parabrezza su un solo vetro, il cofano anteriore bombato, due supporti a triangolo per i paraurti anteriore ed i parafanghi anteriori con una protezione laterale. Da quanto risulta dalle prove, il motore del Quad non aveva sufficiente affidabilità ed un peso superiore a quello richiesto dall'esercito (1097 kg contro i 978 richiesti). Il Quad fu costruito in due esemplari.
Successivamente, con la progettazione e produzione del motore Willys Model 442, fu riprogettato tutto il veicolo, che assunse un aspetto molto simile a quello finale. Il veicolo, noto come Willys MA, aveva già l'aspetto finale della jeep, ma è riconoscibile per i fari sui parafanghi, protetti da una griglia. Ne furono costruite 1500, in gran parte cedute all'URSS.
 
  
 
  
 
  
 
Buon Modellismo a Tutti
Enrico Maina
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