Mc Donnell Douglas F-4 Phantom II FGR.2 - Fujimi - 1/72

  27 Aprile 2014

Mc Donnell Douglas F-4 Phantom II FGR.2 - Kit Fujimi - scala 1/72

56° Squadron RAF - RAF Wattisham 1979

Il McDonnell Douglas F-4 Phantom II è stato un cacciabombardiere supersonico biposto a lungo raggio prodotto dall'azienda statunitense McDonnell Douglas nei primi anni sessanta. Divenuto nel corso della sua lunga vita operativa una delle icone della superiorità aerea americana durante la Guerra del Vietnam e nel periodo della Guerra fredda, è ancora in servizio presso molte forze aeree. L'elevata flessibilità del progetto ha permesso l'evoluzione del Phantom fino ad includere versioni specifiche per la ricognizione aerea e l'attacco al suolo con munizionamento convenzionale e nucleare. Gradualmente sostituito da aerei più moderni a partire dai primi anni novanta, è stato impiegato sia in numerose missioni di ricognizione che nel ruolo di Wild Weasel nel corso della prima Guerra del Golfo. Gli apparecchi in dotazione alla United States Air Force vennero radiati a partire dal 1996. L'F-4 Phantom II è stato impiegato dalle forze aeronautiche di altre 11 nazioni, in alcune delle quali, aggiornato, è ancora in servizio. Complessivamente il Phantom venne prodotto dal 1958 fino al 1981 per un totale di 5 195 esemplari; rendendolo il secondo aereo occidentale da combattimento dotato di motori a reazione più costruito al mondo, secondo solo all'F-86 Sabre, che fu prodotto in poco meno di 10 000 esemplari.

Impiego nella RAF e nella FAA

La Gran Bretagna acquistò i propri F-4 per dotarne la Royal Air Force e la Fleet Air Arm quando venne abbandonato il programma nazionale BAC TSR-2. Le versioni inglesi vennero sviluppate a partire dal modello F-4J e assunsero la designazione americana F-4K ed F-4M, rispettivamente per la Royal Air Force e la Fleet Air Arm. Entrarono in servizio con la designazione britannica di FG.1 e FGR.2 per rimpiazzare gli Hawker Hunter e i de Havilland Sea Vixen.

I Phantom britannici vennero dotati dei più grandi e potenti motori turbofan Rolls-Royce Spey al fine di migliorare le prestazioni durante le fasi del decollo. Questa particolare motorizzazione richiedeva l'aspirazione di quantità maggiori di aria rispetto alle altre varianti di F-4, con il risultato di migliori prestazioni alle basse quote ma con grave decadimento nell'aria povera di ossigeno delle alte quote. Le modifiche strutturali apportate alla cellula per equilibrare questi scompensi risultarono difficoltose e tormentate da numerosi problemi. I Phantom destinati alla Fleet Air Arm vennero dotati di un carrello d'atterraggio anteriore telescopico in grado di estendersi per 102 centimetri al fine di poter operare con un elevato angolo d'attacco, necessario per i lanci con le catapulte della piccola portaerei inglese HMS Ark Royal. Alcuni elementi costruttivi della cellula e dell'equipaggiamento vennero prodotti in Gran Bretagna. L'ordine effettuato dalla Fleet Air Arm venne sospeso in seguito alla drastica diminuzione della forza di portaerei della Royal Navy e la maggior parte dei 160 Phantom inglesi già costruiti vennero utilizzati della RAF nei ruoli di attacco al suolo e intercettazioni a lungo raggio. Alla fine degli anni settanta i Phantom della RAF furono rimpiazzati dai SEPECAT Jaguar per le missioni di attacco al suolo, mentre gli aerei in dotazione alla Fleet Air Arm furono ritirati e posti in carico alla RAF. Inoltre dopo la guerra delle Falkland del 1982, la RAF acquistò nel 1984 dalla US Navy 15 F-4J per aumentare la capacità degli squadron di intercettori, dato che uno squadron fu dislocato su quelle isole per la sorveglianza dello spazio aereo limitrofo a quello dell'Argentina. I Phantom furono rimpiazzati dalla versione per la difesa aerea del Panavia Tornado. L'ultimo esemplare fu ritirato dal servizio nel 1993 in seguito a tagli di bilancio.

Il modello

Questa scatola è spuntata per caso dal mio copioso magazzino..ma mi ha colpito soprattutto per il suo foglio decals, così ho ricercato il significato di questo “special”…ho così scoperto che questo fantasmone è stato dipinto così in onore degli aviatori britannici John Alcock ed Arthur Whitten Brown, ricordati per aver compiuto il primo volo transatlantico senza scalo nel giugno 1919. Utilizzando un Vickers Vimy modificato, un bombardiere bimotore, decollarono da Saint John's, città canadese situata nella penisola di Avalon e parte dell'isola di Terranova, raggiungendo Clifden, piccolo centro nella costa occidentale dell'Irlanda. Come riconoscimento Winston Churchill, allora Segretario di stato per la guerra (Secretary of State for War) e per l'Aria (Secretary of State for Air), consegnò loro il Daily Mail prize, un premio in denaro offerto dal quotidiano Daily Mail, per il primo attraversamento senza scalo dell'oceano Atlantico, compiuto in meno di 72 ore consecutive, ed inoltre furono insigniti del titolo di cavaliere da Re Giorgio V.

Le stampate presentano di una buona plastica finemente incisa in negativo, inoltre troviamo una lastrina di fotoincisioni per dettagliare il cockpit e i carrelli in metallo bianco e pneumatici in gomma.

Non si incontrano particolari problemi nel montaggio, il cockpit è stato dipinto in grigio chiaro e nero, i dettagli sono stati risaltati con un leggero dry-brush e poi, dopo una leggera passata col dark wash grigio scuro valleyo, il tutto è stato sigillato con il trasparente opaco. Non è una passeggiata montare tutte le fotoincisioni, specie sui trasparenti del cockpit, ci vuole attenzione nel non far gocciolare l’attack che potrebbe rovinarli.

  

Il montaggio è poi proseguito con molta tranquillità, le fessure sono molto irrisorie, per ovviare a queste ultime comunque ho provveduto ad acquistare dello stucco/riempitivo spray presso l’Obi….è stato un errore immenso!!!!avendo ecceduto nello spruzzare infatti ho rischiato di far sparire tutte le pannellature..per fortuna mi sono fermato quasi in tempo, considerando poi che essendo uno “special” non saranno necessarie eccessive accortezze nella fase di evidenziazione; penso che un errore simile non lo commetterò più, questo è sicuro.

  

La colorazione è stata semplice, con il gunze H335 si passa tutto il modello ed i serbatoi ausiliari, mentre a parte se si vuole dotare l’aereo di armamento si può provvedere alla colorazione dei missili in bianco.

Passata una prima mano di future…inizia il divertimento!!!!armatevi di pazienza e sangue freddo, alcune decal sono molto grandi, con l’aiuto di un pennello imbevuto di acqua bisogna cercare di posizionarle bene, poi tamponare ben con uno scottex ed infine provvedere con un buon ammorbidente per adattarle alla superficie.

  

Finito questo lavoretto certosino, altra mano di future, una leggera sporcatura col dark wash nero vallejo ed infine un’altra mano di trasparente semi-lucido (50%opaco, 50%lucido della gunze) a chiudere.

Concludendo…un lavoretto abbastanza rilassante, dedicato a chi apprezza gli special colors e per avere qualcosa di insolito!

  

Buon modellismo

Francesco

 

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