Articoli filtrati per data: Dicembre 2025

Volkswagen Golf GTI 16V Rabbit

Versione Europea

Modello Fujimi Scala 1/24

Il modello si riferisce alle prime generazioni 16 Valvole della Golf GTI (versione Europea), vendute negli USA con il nome "Rabbit" e dotate del motore  1.8 litri, che offriva prestazioni brillanti per l'epoca (circa 112 CV)

La prima Golf GTI fu pensata il 18 marzo del 1973 dall'ingegner Lowemberg del reparto ricerca e sviluppo VW, con 110 cavalli e soli 810 kg di peso; il rapporto peso/potenza di questa prima Gti era di 7,36 kg per cavallo.

Nel 1982 la GTI (nel modello in analisi) ha subito un incremento di cilindrata fino a 1.8L, con un aumento di 2 CV ma un andamento di coppia totalmente diverso rendendo la macchina molto più rapida e ricca di coppia perdendo un po' nell'allungo. Il rapporto kg/CV rimase imbattuto per anni, visto anche le meno fortunate serie sportive 3 e 4

 

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti (Cima)

Panzer(Pzkpfw) E 50(50-75 tons) Standardpanzer

progetto di carro armato medio tedesco.
È considerato una delle Wunderwaffen
Modello Trumpeter Scala 1/35

Il progetto della serie E venne concepito nel maggio del 1942, e autorizzato ad aprile 1943. Lo scopo principale era semplificare la produzione di carri armati standardizzando più componenti possibile e creando 5 categorie di peso all'interno delle quali solo un veicolo con poche varianti esistessero.

Novità introdotte nel progetto dovevano essere:

  • forte corazza frontale, spostare il peso nel retro del veicolo
  • unificare i vari componenti del sistema di propulsione così da semplificare il processo di manutenzione
  • creare classi per peso standard di carri armati
  • creare un sistema di sospensione completamente esterno al veicolo in modo che il vano di combattimento non fosse ingombrato da elementi come barre di torsione
  • garantire la capacità di guida nel caso la prima ruota fosse messa fuori combattimento. Questo doveva venire implementato tramite l'adozione di trazione posteriore, pur riconoscendo la superiorità tecnica della trazione anteriore.

E 50 ed E 75 dovevano condividere forma e dimensione dello scafo, oltre a motore, riduttori finali, cingoli, ruota libera, tensionatore, sistema di ventilazione, serbatoio del carburante.

Tutto questo avrebbe garantito maggiore facilità di produzione sia per i singoli componenti, necessitando di un minor numero di diverse catene di produzione, sia per componenti come lo scafo, che pur essendo diversi nello spessore delle corazze, mantenendo dimensioni esterne identiche sarebbero potuti essere costruiti con uguali strumenti e linee di produzione. Una torre comune era in sviluppo presso Krupp, ma nessun bozzetto è sopravvissuto fino ai nostri giorni.

 

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti (Cima)

V2 Vergeltungswaffen

Conosciuto anche come: Aggregat-4, Vergeltungswaffen-2, arma di rappresaglia 2

Il missile V2 (abbreviazione dal tedesco Vergeltungswaffe 2, in italiano "arma di rappresaglia 2", nome datogli per motivi di propaganda; nome tecnico Aggregat 4, abbreviato in A4) fu il precursore di tutti i missili balistici e venne ampiamente utilizzato dalla Germania durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale, in particolare contro Gran Bretagna e Belgio, e nell'immediato dopoguerra per scopi scientifici.

Il missile V2 batté diversi record:

Primo missile balistico guidato a "lungo" raggio (Uso militare da parte della Germania; primo lancio di servizio: 7 settembre 1944; primo lancio di successo: 8 settembre 1944; ultimo lancio: 27 marzo 1945);
Primo oggetto artificiale a entrare nello spazio, superando la linea di Kármán a 100km di altezza (con il lancio di test del missile A4 MW 18014, il 20 giugno 1944);
Prima fotografia della terra vista dallo spazio a un'altitudine di 105 chilometri, scattata il 24 ottobre 1946 con un V2 lanciato dagli Stati Uniti.

L'impiego dei missili V2 portò a una stima di circa 9 000 civili e militari alleati morti, oltre a 12 000 prigionieri periti nei campi di concentramento per costruirli.

Già dal 1926 i membri della "Società tedesca per il volo spaziale" cominciarono i primi esperimenti sui razzi a combustibile liquido. Nel 1932, la Reichswehr (forze armate tedesche) s'interessò degli sviluppi di questi esperimenti soprattutto per il settore militare: una squadra condotta dal generale Walter Dornberger rimase molto impressionata dal collaudo di un vettore progettato e costruito da Wernher von Braun.

Aspetti Tecnici

Le ricerche tedesche si erano rivelate molto ingegnose ed economiche. Ad esempio il sistema di propulsione veniva alimentato da una miscela di due composti liquidi: alcool etilico (al 75% miscelato con acqua) (B-Stoff) ottenuto dalla fermentazione e distillazione delle patate e ossigeno liquido (LOX) (A-Stoff) come ossidante.

L'acqua miscelata con l'alcol permetteva una combustione più omogenea data la sua azione refrigerante. Sia il carburante che l'ossidante erano spinti nella camera di combustione da turbopompe azionate da un vapore prodotto dalla miscelazione di perossido di idrogeno ad alta concentrazione (T-Stoff) e da permanganato di sodio (Z-Stoff) che aveva funzione di catalizzatore velocizzando e rendendo più violenta la reazione.

Aspetti generali
Il V-2 era lungo 14 metri (47 piedi), pesava 12.700-13.200 kg (28.000-29.000 libbre) al lancio e sviluppava circa 60.000 libbre di spinta, bruciando alcol e ossigeno liquido. Il carico utile era di circa 725 kg (1.600 libbre) di esplosivo ad alto potenziale, la gittata orizzontale era di circa 320 km (200 miglia) e l'altitudine massima solitamente raggiunta era di circa 80 km (50 miglia). Tuttavia, il 20 giugno 1944, un V-2 raggiunse un'altitudine di 175 km (109 miglia), diventando il primo razzo a raggiungere lo spazio. Vedi anche razzi e sistemi missilistici: Il V-2 . Per resoconti contemporanei dei bombardamenti V-2 su Londra , come riportati nel Britannica Book of the Year , vedi BTW: London Classics: London in World War II .

 

Buon Modellismo a Tutti

Alessandro Fort

MB.339 A-PAN 55° Anniversario

pony 10 (Aereo solista)

Modello FREMS in scala 1/48

 Pony 10, il solista della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori, è colui che rende lo spettacolo più avvincente, che fa restare il pubblico con il fiato sospeso e alla fine dell'esibizione strappa applausi a scena aperta.

 Nell'economia del programma della PAN rappresenta uno spettacolo nello spettacolo, è colui che consente alle "Frecce Tricolori" di offrire al pubblico quell'armonia e continuità nella sequenza delle figure che è altra caratteristica peculiare della PAN.

La nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale, universalmente nota come Frecce Tricolori, ha festeggiato tra il 5 e il 6 settembre 2015, a Rivolto, storica base dalla Pattuglia, i 55 anni di vita. Nato il 1° marzo 1961, il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico era all'epoca equipaggiato con i Canadair Cl.13 "Sabre" (in pratica degli F-86E).

Nel 1963 i "Sabre" furono sostituiti dai caccia bombardieri ricognitori di produzione nazionale G.91, nella speciale versione PAN, che rimasero in servizio fino al 1982, anno in cui iniziarono ad entrare in servizio gli Aermacchi MB.339, che tutt'ora sono i velivoli utilizzati dalle Frecce Tricolori.

L'Aermacchi MB-339 è un aviogetto monomotore biposto da addestramento avanzato e da appoggio tattico leggero prodotto dall'azienda italiana Aermacchi (dal 2012 come Alenia Aermacchi) dagli anni settanta e in dotazione principalmente all'Aeronautica Militare, che lo utilizza come addestratore di base di aviogetti al 61º Stormo e al 313º Gruppo Addestramento Acrobatico.

Nella sua versione MB-339PAN dal 1982 è il velivolo in uso alla pattuglia acrobatica nazionale Frecce Tricolori, ed è l'unico aereo con motore a reazione in grado di eseguire un Lomcovák. La versione MB-339A, convertita in MB-339NAT, dal 2010 viene impiegata dalla pattuglia acrobatica degli Emirati Arabi Uniti Al Fursan (The Knights).

 

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosto "Cima"

Kawasaki T-4 31° Training Squadron del 1° Air Wing della JASDF

colorazione storica della fine degli anni '90

(Kit Hasegawa – Scala 1/72)

Il Kawasaki T-4 è un aereo da addestramento intermedio, progettato e costruito dall'azienda aeronautica giapponese Kawasaki Heavy Industries dagli anni ottanta.
È spinto da 2 turboventole Ishikawajima-Harima F3-IHI-30, ed è caratterizzato da un'ala alta, e l'abitacolo può ospitare 2 posti in tandem, con il posto dell'istruttore in posizione leggermente rialzata rispetto a quella dell'allievo/pilota.

Il progetto della Kawasaki, denominato Ka-850 costituiva la "base" dell'intero programma del T-4, sebbene la Fuji e la Mitsubishi abbiano avuto ciascuna una quota del 30% nella progettazione e costruzione dell'aereo. La Kawasaki progettò un velivolo a getto, somigliante vagamente al trainer franco-tedesco Dassault-Dornier Alpha Jet sia nell'aspetto che nelle prestazioni; il nuovo aereo nipponico fu designato T-4.

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L'architettura del Kawasaki T-4 è caratterizzata da un'ala alta, 2 posti in tandem "a scalare" - il posto dell'istruttore è rialzato leggermente rispetto a quello dell'allievo/pilota, per ottenere una maggiore visibilità - e piani di coda leggermente rialzati. Per quanto riguarda l'apparato motore, fu incaricata l'azienda Ishikawajima-Harima per lo sviluppo e la realizzazione di un nuovo motore, l'F3-IHI-30, una turboventola appositamente creata per il T-4.

Il prototipo (designato XT-4) volò per la prima volta il 29 luglio del 1985, e a esso seguirono altri 3 prototipi, con i quali iniziarono le varie fasi di collaudo sia in volo che a terra. Dopo 3 anni dalla data del primo volo tutte le prove di collaudo del nuovo velivolo terminarono, e nel settembre del 1988 iniziarono le consegne dei primi esemplari di serie ai reparti scuola e alle squadriglie di collegamento degli stormi operativi.

Il 31° Squadrone di Addestramento (第31飛行隊( dai-31-hikoutai ) ) è un'unità della Forza di Autodifesa Aerea Giapponese . È sotto l'autorità del 1° Stormo Aereo del Comando di Addestramento Aereo. Ha sede presso la base aerea di Hamamatsu nella prefettura di Shizuoka.

 

Buon Modellismo a Tutti

Roberto Cimarosti "Cima"

Spitfire Mk.1 (DW-K P9495) del 610 Sqn.

Battaglia d'Inghilterra nel 1940 Mantenance

Modello Tamiya 1/48 in un momento di manutenzione

Il 610 squadrone della RAF opero con lo Supermarine Spitfire Mk.1 dal Settembre 1939 al Febbraio 1941 e venne sostituito dal modello Spitfire Mk.IIa 

Il Supermarine Spitfire fu un aereo da caccia monoposto monomotore ad ala bassa, prodotto dalla ditta britannica Supermarine Aviation Works negli anni trenta e quaranta. Impiegato in Europa, Nord Africa, Australia e Asia, divenne uno degli aerei-simbolo della Seconda guerra mondiale soprattutto per il suo efficace e decisivo contributo alla vittoriosa resistenza inglese all'aggressione tedesca, durante la Battaglia d'Inghilterra e gli anni del conflitto.

Nella Battaglia d'Inghilterra, condivise con lo Hawker Hurricane il difficile compito della difesa del territorio dagli attacchi della Luftwaffe. Impiegato dalle aviazioni di numerosi paesi alleati - quali l'Unione Sovietica, l'Australia e gli Stati Uniti d'America - è stato l'unico caccia alleato prodotto per tutta la durata della guerra.

Il 610° Squadrone (Contea di Chester) della Royal Air Force era uno squadrone dell'Auxiliary Air Force . Composto da piloti di altissima qualità, spesso ex ufficiali della RAF e occasionalmente collaudatori di compagnie locali provenienti da aziende come de Havilland e Airwork, i suoi piloti erano inizialmente part-time e trascorrevano i fine settimana e il tempo libero volando e praticando manovre di combattimento. Lo squadrone fu chiamato "Contea di Chester " e adottò il motto "Alifero tollitur axe ceres", che si traduce come "Cerere che sale su un carro alato", Cerere era la dea romana del grano, un riferimento al settore agricolo di Chester. Il suo distintivo conteneva l'immagine di un covone di grano.

Durante i primi due mesi della Battaglia d'Inghilterra , il 610° Squadrone operò dalla RAF Biggin Hill come parte dell'11° Gruppo, dove fu una delle unità a sopportare il peso degli attacchi tedeschi. Si trasferì alla RAF Acklington per riposo e recupero alla fine di agosto 1940, dopo aver combattuto eroicamente ma aver subito pesanti perdite.

Durante la Battaglia d'Inghilterra, i piloti del 610° Squadrone includevano il Capo Squadrone Andrew Thomas Smith AFC, il Capo Squadrone John Ellis DFC, il Tenente di Volo Edward Brian Bretherton Smith DFC, il Tenente di Volo William Warner, l'Ufficiale di Volo Stanley Norris DFC, l'Ufficiale di Volo Constantine Oliver Joseph Pegge DRC, il Sergente Ronald Hamlyn DFM e il Sergente Horatio Herbert Chandler DFM.

 

 

Buon Modellismo a Tutti

Matteo Amatulli "Teo"

AMX A-11 International “Ghibli” - 51° Stormo – 132° Gruppo

Veivolo con numero di coda 51-11 con sede ad Istrana
Scala 1/144

Il 51° Stormo dell'Aeronautica Militare è di stanza all'aeroporto di Istrana (Treviso) dal 1953, dopo essere stato riorganizzato e trasferito da altre basi nel dopoguerra, e da allora svolge un ruolo cruciale nella difesa aerea nazionale, operando con velivoli da caccia e supporto logistico.

 

L'AMX International AMX (denominato Ghibli nell'Aeronautica Militare Italiana) è un aviogetto monomotore ad ala alta con configurazione a freccia; progettato per l'attacco al suolo e prodotto in Italia e Brasile dagli anni ottanta è ancora in attività nell'aeronautica brasiliana.

Nel giugno 1977 l'Aeronautica Militare italiana emise una specifica per la fornitura di un velivolo in grado di sostituire gli Aeritalia G-91Y da attacco al suolo e G-91R e T da addestramento che avrebbero concluso la loro vita operativa in pochi anni.
L'Aeritalia (in seguito diventata Alenia), che stava sviluppando un progetto in grado di soddisfare queste esigenze già dal 1973, decise di coinvolgere l'Aermacchi e, lavorando congiuntamente, le due aziende furono in grado, nell'aprile 1978, di rispondere alla richiesta con un nuovo progetto, che assunse la designazione di Aeritalia Macchi Experimental (AMX).

Assegnazioni al 132º Gruppo (Istrana)
136 esemplari (110 monoposto e 26 biposto) consegnati a partire dal 19 aprile 1989 al 1998.
Tra il 2005 e il 2012, 53 aerei (43 A-11A e 10 TA-11B) vennero ammodernati allo standard ACOL e posti in servizio servizio al 51º Stormo.
Il 5 aprile 2024, gli ultimi cinque esemplari restanti sono stati ritirati dal servizio.

Il modello in oggetto riprende la colorazione standard del periodo e riproduce il numero di coda 51-11
Non c'è un singolo pilota fisso per l'AMX numero 11, ma i velivoli AMX del 51° Stormo (ormai ritirati a inizio 2024) venivano pilotati dai piloti del 132° Gruppo Volo, sotto il comando del Colonnello Pilota Fabio De Luca (Comandante del 51° Stormo a giugno 2024), come il Colonnello Emanuele Chiadroni (ex comandante), che hanno volato su questi aerei fino al loro ritiro definitivo. Ogni velivolo, come l'AMX con numero di matricola 11 (o numero di coda 11), veniva assegnato e pilotato dai piloti operativi del Gruppo in base alle missioni e ai turni.

Buon Modellismo a Tutti

Luca Zampieri

02 Dicembre 2025 Premi V2

Premi test v2

Concorso del Pollo fritto Versione 2

Modellisti Partecipanti 4

Modelli partecipanti 4

Modellista: Masiero
Premio  ORO  
Categoria Figurini in scala 1:1
Titolo dell'opera   Quattro pennellate in croce
Descrizione Qui va inserita la descrizione dell'opera aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa a a   aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa 

 

 

Modellista: Masiero
Premio  ORO  
Categoria Figurini in scala 1:1
Titolo dell'opera   Quattro pennellate in croce
Descrizione Qui va inserita la descrizione dell'opera aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa a a   aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa 

 

 

Modellista: Masiero
Premio  ORO  
Categoria Figurini in scala 1:1
Titolo dell'opera   Quattro pennellate in croce
Descrizione Qui va inserita la descrizione dell'opera aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa a a   aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa 

 

 

02 Dicembre 2025 Premi V2

Premi test v1

Concorso del Pollo fritto

Modellisti Partecipanti 4

Modelli partecipanti 4

Modellista: Masiero
Premio  ORO  
Categoria Figurini in scala 1:1
Titolo dell'opera   Quattro pennellate in croce
Descrizione Qui va inserita la descrizione dell'opera aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa a a   aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa 

 

 

Modellista: Masiero
Premio  ORO  
Categoria Figurini in scala 1:1
Titolo dell'opera   Quattro pennellate in croce
Descrizione Qui va inserita la descrizione dell'opera aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa a a   aaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa 

 

 

Modellista: Masiero
Premio  ORO  
Categoria Figurini in scala 1:1
Titolo dell'opera   Quattro pennellate in croce
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Arado Ar.234C-3 Blitz

8./KG 76 della LW di base a Burg bei Magdeburg

(Kit Revell – Scala 1/48)

L'Arado Ar 234 è stato il primo bombardiere a getto della storia. Prodotto dall'azienda tedesca Arado Flugzeugwerke GmbH negli anni quaranta fu, insieme al Messerschmitt Me 262, uno degli aerei da combattimento più avanzati della Luftwaffe.

Il progetto (curato da Walter Blume e Hans Rebeski) prese il via nei primi mesi del 1941 e consisteva in un monoplano ad ala alta con i motori (due dei nuovi motori a reazione Junkers Jumo 004 in fase finale di sviluppo) alloggiati in gondole poste sotto le semiali. La cabina di pilotaggio era completamente vetrata e situata all'estrema prua della snella fusoliera. Queste caratteristiche portarono a considerare inizialmente l'utilizzo di un sistema per il decollo basato su un supporto triciclo sganciabile, mentre l'atterraggio sarebbe avvenuto su pattini montati sul ventre della fusoliera e sotto le gondole dei motori, il primo volo avvenne solo nel giugno del 1943.

Fin dai primi tempi l'Ar 234 mostrò eccellenti caratteristiche di volo mentre non si manifestarono grossi difetti. I prototipi (Versuch) V6 (W.-Nr.130 006, GK+IW) e V8 (W.-Nr.130 008, GK+IY), vennero dotati sperimentalmente di 4 motori BMW 003 A-0, posizionati rispettivamente in quattro gondole singole o due gondole accoppiate. Anche successive versioni furono progettate con questa configurazione per incrementarne le prestazioni[3]. Nel marzo del 1944 volò il prototipo V9 (W.-Nr.130 009, PH+SQ), le cui caratteristiche furono quelle utilizzate per la serie di maggiore produzione (la Ar 234 B) che, per la prima volta, era munita di carrello di atterraggio retrattile, di tipo triciclo anteriore.

L'armamento difensivo era costituito da 2 cannoni MG 151/20 da 20 mm, installati nel ventre della fusoliera in posizione posteriore, che sparavano in direzione opposta a quella del velivolo. Essi erano utilizzati tramite servocomandi direttamente dal pilota e puntati tramite un caratteristico periscopio situato al di sopra della cabina. La variante da bombardamento poteva trasportare fino a 2000 kg di bombe, appese in rastrelliere sotto le gondole dei motori

Versioni:

Ar 234 B: unica versione operativa, dotata di motori Junkers Jumo 004 B;
B-1: variante da ricognizione fotografica;
B-2: da bombardamento;
B-2/1: da ricerca e segnalazione dei bersagli;
B-2/b: da ricognizione;
B-2/r: bombardamento, dotato di serbatoi ausiliari di carburante;

Ar 234 C: (Oggetto di questo modello) 
versione dotata di 4 turbogetti BMW 003, sviluppata a partire dal 19° prototipo; il primo volo avvenne il 30 settembre del 1944;

C-1: da ricognizione;
C-2: da bombardamento;
C-3: soggetti a modifiche nell'abitacolo che venne rialzato e armato con due cannoni supplementari da 20 mm, situati sotto la prua; autonomia 1 230 km e velocità 855 km/h;
C-3/N: proposta per caccia notturno biposto con sedili in tandem, dotato di radar FuG 218 Neptun V ed armato con 4 cannoni anteriori (2 da 20 mm e due da 30 mm);

Colorazione:

Interni cockpit RLM 66 AK RC 273
Interni vano carrelli RLM 02 AK RC 052

Esterno sotto RLM 76 AK RC321
Esterno sopra RLM 81 AK RC325
RLM 82 AK RC326

Buon Modellismo a Tutti

Nome Autore

AMX Ghibli Black Cats

AMX 51-43, con MM.7178 del “Black Cats" Group dell’A.M.I.

durante la missione ISAF con base ad Herat AB in Afghanistan nel 2011.

(kit Italeri - Scala 1/72)

Gli AMX dell'Aeronautica Militare, basati a Herat durante la missione ISAF, hanno svolto ruoli di attacco e ricognizione, specializzandosi nella distruzione di infrastrutture talebane come ripetitori radio. Hanno partecipato a missioni di supporto, come il salvataggio di un convoglio americano nel 2012, bombardando le posizioni dei talebani. L'ultima missione operativa degli AMX in Afghanistan è avvenuta nel maggio 2014, con la distruzione di un ripetitore radio nel distretto di Gulistan.

ANSA – Dal 2009, l'anno in cui sono arrivati ad Herat, i caccia AMX italiani hanno compiuto oltre 2.600 sortite sui cieli dell'Afghanistan, facendo foto ad oltre 6.500 bersagli, alcuni dei quali sono stati neutralizzati. Ora i 'Black Cats', questo il nome dato al task group.

Inizialmente comandati da maggiore Alberto Faccin, sostituito poi dal maggiore Antonio Vicolo.

Il compito principale affidato ai 'Black Cats' è di fornire supporto aereo ravvicinato alle forze della missione Isaf della Nato e a quelle afgane nel settore della sicurezza, attraverso l'utilizzo dei cacciabombardieri Amx, "assetti al momento indispensabili – sottolineano al comando del contingente italiano – ma non in possesso dalle forze militari afgane". 

I velivoli italiani hanno svolto numerose missioni operative, tra supporto aereo ravvicinato e ricognizione tattica, "dimostrando grande versatilità e affidabilità sia in missioni diurne che notturne". 

Il task group "Black Cats", spiegano dal quartier generale di Herat, "ha acquisito più di 6.500 target, fotografando diverse migliaia di chilometri della rete stradale e fornendo una cornice di sicurezza estremamente importante per il personale della missione Isaf che svolge sul terreno operazioni anche in aree ad elevato rischio".

colorazione:

Interni Light Gray FS36496 Gunze H338

Esterno Light Gost Grey FS36375 AK RC252

Esterno in FS 36280

Buon Modellismo a Tutti

Cimarosti Roberto

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